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Allattare fa bene, anche se non rende i bambini più intelligenti

Tra gli effetti benefici dell’allattamento al seno non rientrerebbe anche l’aumento dell’intelligenza. O almeno nel lungo termine, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics dai ricercatori dell’University College di Dublino (Iralnda), secondo cui fino ai tre anni i bimbi nutriti con il latte materno avrebbero una marcia in più. Ma all’età di cinque anni, le loro abilità cognitive non sarebbero diverse da quelle dei bimbi alimentati con il latte artificiale.

 

Per giungere a queste conclusioni, gli autori hanno analizzato il comportamento, il vocabolario e le capacità cognitive di 7.478 bambini irlandesi, in due diverse occasioni: quando i piccoli avevano tre anni e dopo che ne avevano compiuti cinque. Al termine dell’indagine, hanno osservato che l’allattamento al seno aveva prodotto benefici nel breve periodo. All’età di tre anni, infatti, i bimbi che erano stati allattati al seno erano meno iperattivi, mostravano un maggiore sviluppo cognitivo ed erano dotati di una capacità di risolvere i problemi superiore rispetto ai loro coetanei che erano stati nutriti con il latte artificiale. 

 

Nel lungo periodo, tuttavia, questi vantaggi erano spariti. È, infatti, emerso che all’età di cinque anni il comportamento, le abilità cognitive e le capacità linguistiche di tutti i bambini erano simili. Secondo gli autori, con la crescita entravano in gioco nuovi fattori socio-economici - come l'istruzione e il reddito – che annullavano le differenze precedentemente riscontrate tra lo sviluppo cognitivo di chi da piccolo aveva ricevuto il latte materno e quello di chi aveva bevuto il latte artificiale. 

 

“Non abbiamo rilevato differenze statisticamente significative tra i bambini che sono stati allattati al seno e quelli che non lo sono stati, in termini di capacità cognitive e di linguaggio – spiega Lisa-Christine Girard, che ha guidato l’indagine -. Abbiamo riscontrato un effetto diretto dell'allattamento al seno sulla riduzione dei comportamenti iperattivi nei bambini di tre anni. Ma questo fenomeno non è stato più rilevato all’età di cinque anni. Questo suggerisce che ci possano essere altri fattori maggiormente in grado d’influire sullo sviluppo dei bambini”.

 

Foto: © sonsedskaya - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 03/04/2017