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Traumi: come guariscono i lividi? Ecco cosa significa il colore

Basta un colpo un po’ più forte e il gioco è fatto: i capillari presenti subito sotto alla superficie della pelle si rompono, il sangue presente al loro interno invade i tessuti circostanti e si formano dei lividi. In genere perché scompaiono sono necessarie dalle 2 alle 3 settimane, ma non mancano i casi in cui il processo di guarigione è più lento. Ad entrare in gioco sono fatto come la gravità del trauma e dalla sua localizzazione; i lividi che compaiono su braccia e gambe, ad esempio, possono impiegare più tempo per scomparire. Nel frattempo, tutti i lividi tendono a cambiare colore seguendo una sequenza precisa: dapprima rossastri, diventano presto blu-violacei per poi virare verso il verde e svanire poco alla volta assumendo tonalità giallo-marroncine sempre più tenui.

 

Il processo è talmente ripetibile che sulla base del colore del livido è possibile stimare la sua età e in quale fase della guarigione si trova. Tutto, infatti, dipende prima dalla perdita di sangue e poi dal suo riassorbimento. I lividi “freschi” sono rossi o rosati a causa della fuoriuscita del sangue dei capillari; inoltre possono infiammarsi ed essere sensibili al tatto. In pochi giorni, però, diventano blu o viola a causa del cambiamento del colore dell’emoglobina. Infatti in condizioni di scarsità di ossigeno e di infiammazione questa proteina, presente nei globuli rossi trasportati dal sangue, tende a diventare da rossa a blu. A partire dal sesto giorno dopo il trauma inizia anche a degradarsi; per questo il livido diventa verde pallido.

 

Il passaggio a questa terza tonalità indica che il processo di guarigione è iniziato. Al suo procedere (in genere a partire dal settimo giorno dopo il trauma) il livido inizia a diventare sempre meno evidente e ad assumere una pallida colorazione gialla o marroncina. Da qui in poi il suo colore non cambierà più ma tenderà a svanire gradualmente fino a non lasciare alcuna traccia della sua presenza.

 

Se il processo di guarigione non dovesse procedere in questo modo sarebbe meglio rivolgersi al medico. Il livido potrebbe infatti nascondere problemi più seri, come un ematoma o un’ossificazione. Nel primo caso l’area interessata potrebbe essere dura, la macchia potrebbe tendere ad estendersi e il suo sviluppo potrebbe essere associato a un dolore crescente. In caso, invece, di ossificazione (un fenomeno dovuto al deposito di calcio attorno all’area del trauma) il livido potrebbe risultare duro e sensibile al tatto.

 

Altri segnali che dovrebbero portare a chiedere consiglio a un medico sono la mancanza di segni di miglioramento per più di due settimane, la formazione frequente di lividi, dolori ad articolazioni vicine ai lividi, problemi alla vista causati dalla presenza di un livido vicino all’occhio e sintomi come fuoriuscita di pus o febbre.

 

In assenza di complicazioni, invece, la guarigione può essere accelerata con semplici rimedi casalinghi, come l’applicazione di ghiaccio o impacchi caldi, l’accortezza di mantenere, se possibile, l’area colpita ad un’altezza superiore rispetto a quella del cuore per favorire il riassorbimento del sangue, tenere il più possibile a riposo l’area colpita e, in caso di dolori, assumere degli antidolorifici da banco.

 

Foto: @ Sheep purple - Flickr 

di red.
Pubblicato il 05/04/2017

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