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Tumori, grazie alle microbolle si scoprono con un'ecografia

Riconoscere i tumori grazie a un'ecografia potrebbe diventare molto più semplice grazie all'uso di speciali microbolle da iniettare in vena. A darne prova è uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology da un gruppo di ricercatori guidato da Jürgen Willmann, docente di radiologia presso l'Università di Stanford (Stati Uniti), il primo condotto su donne affette da un cancro al seno o all'ovaio.

 

Le microbolle in questione non sono altro che piccole sfere i fosfolipidi, molecole naturalmente presenti nelle membrane cellulari, che possono essere utilizzate come un mezzo di contrasto ecografico. Legandosi a Kdr, un recettore presente solo nei vasi sanguigni dei tumori, permettono di rilevare la presenza di un cancro utilizzando gli ultrasuoni delle classiche ecografie.

 

“Fino ad oggi la difficoltà con gli ultrasuoni è che rilevano molte lesioni a livello del seno, la maggior parte delle quali, però, è benigna. E ciò porta a molte biopsie e molti interventi chirurgici non necessari– spiega Willmann – Ridurre queste biopsie e questi interventi chirurgici sarebbe un grande passo in avanti. Potremmo rendere le ecografie una tecnologia di screening molto accurata relativamente economica, altamente disponibile e non richiede radiazioni”.

 

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 21/04/2017

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