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Dormire bene, fondamentale per la salute anche in età avanzata

Anche in età avanzata, la qualità del riposo risulta fondamentale per stare bene. L’impossibilità di dormire profondamente sarebbe, infatti, coinvolta nella perdita della memoria e nello sviluppo di diversi disturbi fisici e cognitivi. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista Neuron dai ricercatori dell'Università della California di Berkeley (Usa), secondo cui l'invecchiamento del cervello sarebbe associato alla difficoltà di generare un tipo di onde cerebrali che favoriscono il sonno profondo. Inoltre, sarebbe collegato anche all’incapacità di regolare correttamente le sostanze neurochimiche che agevolano il passaggio dal sonno alla veglia.

 

Gli autori  hanno esaminato i risultati di diversi studi condotti sul sonno. Al termine dell’analisi, hanno scoperto che le aree del cervello che si deteriorano per prime sono anche quelle responsabili del sonno profondo. Nello specifico, hanno osservato che con il passare degli anni si verifica il declino della fase Nrem (non-rapid eye movement) e delle onde cerebrali caratteristiche che vi sono associate, che comprendono onde lente e raffiche di scariche elettriche note come “fusi del sonno”. Questo calo, secondo gli scienziati, sarebbe anche connesso alla perdita della memoria. Inoltre, durante la terza età, il cervello diventerebbe incapace di regolare le sostanze neurochimiche, come la galanina e l’orexina, che stabilizzano il sonno e favoriscono la transizione dal sonno alla veglia. È questo il motivo per cui le persone anziane si sentano affaticate durante il giorno e inquiete durante la notte.

 

"Quasi ogni malattia associata all’invecchiamento ha un nesso di causalità con la mancanza di sonno – afferma  Matthew Walker, che ha coordinato la ricerca -. Abbiamo fatto un buon lavoro quando si è trattato di estendere la durata della vita, ma un pessimo lavoro quando si è trattato di prolungare la salute delle persone. Ora stiamo osservando che migliorare la qualità del sonno potrebbe rappresentare una nuova strategia per rimediare a questo errore”.

 

Foto: © michaeljung - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 13/04/2017

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