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Stai ascoltando? Si capisce dalle pupille degli occhi

Quando le pupille di chi parla e quelle di chi ascolta si sincronizzano, si può essere certi di aver attirato l’attenzione. Le probabilità di essere ascoltati aumentano, infatti, quando si verifica la dilatazione simultanea delle pupille di oratori e spettatori. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Experimental Psychology: General dai ricercatori del Dartmouth College di Hanover (Usa), secondo cui le persone molto espressive avrebbero maggiori probabilità di entrare in sintonia con il loro pubblico, soprattutto nel caso in cui gli ascoltatori siano dotati di empatia.

 

Gli autori precisano che le pupille si dilatano per regolare la quantità di luce che entra nell'occhio. Inoltre, lo fanno per rispondere rapidamente alle informazioni che vengono processate momento per momento. Durante la ricerca, hanno voluto verificare se questo meccanismo si verifica anche in presenza di una connessione mentale  tra persone diverse. Per scoprirlo, hanno reclutato alcuni studenti di età superiore ai 18 anni, che non avevano difetti visivi o uditivi. Li hanno, quindi, invitati a visionare alcuni filmati, in cui otto personaggi raccontavano episodi della propria vita. Tra i protagonisti dei video, quattro risultavano molto espressivi, mentre gli altri lo erano di meno. 

 

Durante la visione, gli esperti hanno monitorato la dilatazione delle pupille dei partecipanti tramite un eye-tracker a infrarossi, un strumento che analizza i movimenti oculari per verificare il grado di attenzione di chi esegue un compito o osserva un oggetto. Successivamente, hanno confrontato i momenti in cui le pupille degli spettatori e quelle dei relatori si dilatavano. 

 

Al termine dell’esperimento, è emerso che il livello di ascolto degli studenti era maggiore quando erano impegnati a visionare i filmati degli speaker più espressivi. Inoltre, i ricercatori hanno rilevato che l’attenzione prestata risultava più alta quando la dilatazione delle pupille degli ascoltatori coincideva con quella delle pupille degli oratori. Infine, hanno osservato che nel meccanismo di ascolto entrava in gioco anche l’empatia: le pupille di narratori e ascoltatori si sincronizzavano maggiormente quando i secondi risultavano più empatici.

 

“L’antico detto 'gli occhi sono lo specchio dell'anima' è supportato da numerosi studi scientifici che collegano la dilatazione della pupilla e lo sguardo agli stati mentali come l'attenzione e l'intenzione – afferma Thalia Wheatley, che ha coordinato lo studio -. Qui dimostriamo che gli occhi non solo rivelano il funzionamento interno di una mente, ma sono anche in grado di rivelare quando due menti si connettono”.  

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 01/06/2017