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Funghi, nuova frontiera per gli antibiotici

Lo studio del Dna dei funghi potrebbe aprire la strada alla produzione di una nuova gamma di antibiotici. Inoltre, potrebbe aiutare a contrastare l’antibiotico-resistenza. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista Nature Microbiology dai ricercatori della Chalmers University of Technology di Göteborg (Svezia) e della Technical University of Denmark di Lyngby (Danimarca), diretti da Jens Christian Nielsen, che afferma: “Gli sforzi condotti in passato per trovare nuovi antibiotici si sono concentrati principalmente sui batteri. I funghi sono difficili da studiare, per cui sappiamo molto poco di ciò che possono fare. Tuttavia, sappiamo che sviluppano sostanze bioattive naturali, per proteggere se stessi e per sopravvivere in un ambiente competitivo. Questa consapevolezza ci ha indotti ad applicare i nostri strumenti di ricerca ai funghi”.

 

Durante l’indagine, gli scienziati nordeuropei hanno sequenziato il genoma di 24 diversi tipi di funghi, di cui nove appartenevano alla specie Penicillium, da cui deriva la penicillina. L’analisi ha permesso d’individuare 1.317 gruppi di geni che consentono ai funghi di produrre una grande varietà di sostanze chimiche naturali e bioattive, che potrebbero essere utilizzate nella realizzazione di prodotti farmaceutici. Nello specifico, i ricercatori sono stati in grado di prevedere i composti chimici prodotti dai geni in circa 90 casi. 

 

Gli studiosi hanno osservato, in particolare, che una sostanza antibiotica già nota, chiamata yanuthone, può essere prodotta anche da altri funghi, e che alcuni miceti sono in grado di produrne una nuova versione. Alla luce dei risultati ottenuti, gli  esperti ritengono che i  funghi possiedano un enorme potenziale, che potrebbe essere sfruttato non solo per produrre nuovi antibiotici, ma anche realizzare versioni più efficaci di quelli già esistenti. Inoltre, la scoperta potrebbe favorire lo sviluppo di altri tipi di farmaci, a partire da quelli anti-tumorali. 

 

"Abbiamo scoperto che i funghi hanno enormi potenzialità, mai sfruttate in precedenza, per la produzione di nuovi antibiotici e di altri composti bioattivi, come i medicinali contro il cancro – conclude il dottor Nielsen -. Identificare nuovi antibiotici è importante per offrire ai medici un'ampia disponibilità di questi farmaci da utilizzare nel trattamento delle malattie. Questo renderà più difficile per i batteri sviluppare una resistenza”.

 

Foto: © olyina - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 21/04/2017

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