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Epatite virale, le infezioni croniche sono 325 milioni in tutto il mondo

Il mondo deve fare ancora molto per combattere i rischi cui la sua popolazione è esposta a causa della diffusione dell'epatite virale. E' questo il messaggio fondamentale che arriva dall'edizione 2017 del Global hepatits report dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), secondo cui le persone che convivono con infezioni croniche causate dal virus dell'epatite B o da quello dell'epatite C sono ben 325 milioni.

 

I dati del rapporto si riferiscono all'anno 2015 e svelano come i decessi causati dall'epatite virale abbiano raggiunto quota 1,34 milioni – all'incirca tanti quanti quelli causati dalla tubercolosi e dall'Hiv. Mentre, però, la mortalità associata a questi due problemi è in diminuzione, quella per epatite è in aumento.

 

L'Oms evidenzia diversi fattori alla base del fenomeno, che prima di tutto sembra affondare le sue radici in scarse capacità diagnostiche. Infatti ancora oggi solo il 9% di tutte le nuove infezioni da virus dell'epatite B e il 20% di quelle da virus dell'epatite C vegono diagnosticati correttamente. A ciò si aggiungono le difficoltà di accesso ai trattamenti, significative in entrambi i casi. Infine, mentre nel caso dell'epatite B è possibile prevenire l'infezione grazie a una semplice vaccinazione, non esiste ancora un vaccino in grado di proteggere dal virus dell'epatite C. Ciò ha fatto sì che nel solo 2015 i nuovi casi di epatite C siano stati ben 1,75 milioni, per un totale di 71 milioni di persone che devono convivere con il virus e affrontare il rischio di una lenta progressione verso malattie epatiche croniche, tumori e decesso.

 

Fortunatamente, invece, l'aumento della copertura vaccinale contro il virus dell'epatite B nella popolazione infantile ha permesso di contenere le nuove diagnosi, tanto che rispetto ai tempi in cui il vaccino non era disponibile la quota di bambini al di sotto dei 5 anni che contraggono l'infezione è passata dal 4,7% all'1,3%. Purtroppo, però, gli adulti che non sono stati vaccinati e che si ritrovano alle prese con un'epatite di tipo B cronica sono ancora 257 milioni.

 

Alla luce di questi dati Gottfried Hirnschall, direttore del Dipartimento HIV e del Programma Globale sull'Epatite dell'Oms, sottolinea come la risposta alle sfide poste dall'epatite virale sia ancora in una fase precoce. “La strada da percorrere sembra promettente – aggiunge l'esperto – I paesi che stanno rendendo i servizi contro l'epatite disponibili per le persone che ne hanno bisogno sono più numerosi. Ma i dati evidenziano chiaramente l'urgenza con cui dobbiamo far fronte ai vuoti ancora esistenti in termini di test e trattamenti”.

 

“Oggi l'epatite virale è riconosciuta come un'importante sfida nel campo della salute pubblica che richiede una risposta urgente – sottolinea invece Margaret Chan, direttore generale dell'Oms – Esistono vaccini e farmaci per contrastare l'epatite, e l'Oms è impegnata ad aiutare ad assicurare che questi strumenti raggiungano tutti coloro che ne hanno bisogno”.

 

Foto: © fotoliaxrender - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 27/04/2017