Logo salute24

Obesità, più pericolosa del tabacco

L’obesità potrebbe essere più pericolosa del tabacco: a causa sua, infatti, gli anni di vita persi sarebbero il 47% in più rispetto a quelli persi per via del fumo. Lo evidenzia uno studio presentato durante la conferenza annuale della Society of general internal medicine (Sgim), che si è svolta dal 19 al 22 aprile a Washington (Usa), dai ricercatori statunitensi della Cleveland Clinic e della New York University School of Medicine.

 

“La verità è che, anche se possiamo conoscere la futura causa di morte di un paziente, per esempio il cancro al seno o l’infarto, non sempre conosciamo i fattori che contribuiscono all’insorgenza di questo evento, come l'uso del tabacco, l'obesità, l'alcol e la storia familiare – osserva Glen Taksler, che ha diretto la ricerca -. Per ogni principale causa di morte, abbiamo quindi individuato la ragione ultima, per capire se ci fosse un modo per permettere alle persone di vivere più a lungo”.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno stimato il numero di anni di vita persi per ciascun fattore di rischio modificabile. Per riuscirci, hanno analizzato i dati sanitari della popolazione degli Stati Uniti, raccolti nel 2014. Al termine dell’indagine, hanno scoperto che il fattore di rischio più letale è l’obesità. Al secondo posto si classifica il diabete, seguito dal fumo, dall’ipertensione e dal colesterolo alto. Secondo gli studiosi, i risultati evidenziano i passi avanti compiuti dalle campagne anti-fumo: soltanto 15 anni fa, spiegano, il tabacco si sarebbe classificato al primo posto.

 

“I fattori di rischio comportamentali modificabili rappresentano un onere sostanziale per la mortalità negli Stati Uniti – afferma il dottor Taksler -. Questi risultati preliminari continuano a evidenziare l'importanza della perdita di peso, della gestione del diabete e della sana alimentazione per la popolazione degli Stati Uniti”.

 

Foto: © Africa Studio - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 24/04/2017