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Aspirina, a basse dosi è un'arma contro il tumore al seno?

L'assunzione di basse dosi di aspirina potrebbe aiutare a prevenire la forma più diffusa di tumore al seno. A suggerirlo sono i dati pubblicati su Breast Cancer Research da un gruppo di ricercatori guidato dagli esperti del Dipartimento di Scienze della Popolazione del Beckman Research Institute of City of Hope, istituto di ricerca di Monrovia, negli Stati Uniti.

 

Gli autori dello studio hanno analizzato le informazioni relative a oltre 57 mila donne scoprendo che in generale il rischio di tumore al seno può essere ridotto del 16% se l'aspirina a basse dosi viene assunta almeno 3 volte alla settimana. Più in particolare, nel caso della forma più diffusa di questo tumore – quella positiva al recettore per gli estrogeni o per il progesterone e negativa al fattore di crescita HER2 – è stata stimata una riduzione del rischio pari al 20%. Viceversa, l'assunzione di altri antidolorifici (come l'ibuprofene e il paracetamolo) non è stata associata a un effetto protettivo significativo.

 

Probabilmente a rendere l'aspirina differente è la sua capacità di inibire l'azione dell'enzima aromatasi, coinvolto nella sintesi degli estrogeni, ma non solo. “L'aspirina riduce anche l'infiammazione – spiega Leslie Bernstein, responsabile dello studio – un altro possibile meccanismo attraverso cui la sua assunzione regolare può ridurre il rischio di sviluppo o ricomparsa del tumore al seno”.

 

Gli effetti protettivi sarebbero associati all'uso di basse dosi di aspirina almeno 3 volte a settimana, mentre dosaggi più elevati, sia se assunti di tanto in tanto contro il mal di testa o altre forme di dolore sia se assunti quotidianamente per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, non sembrano essere associati agli stessi benefici.

 

 

Foto: © Manuel Schäfer - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 05/05/2017