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Gruppo sanguigno e i diversi rischi per il cuore

Il gruppo sanguigno potrebbe influenzare il rischio di essere colpiti da un evento cardiovascolare. Il pericolo appare, infatti, più alto nelle persone con gruppo A, B e AB, mentre sarebbe più basso in quelle con gruppo 0. È quanto emerge da uno studio presentato dai ricercatori  olandesi dell'University Medical Centre Groningen durante il “4° World congress on acute heart failure”, il congresso annuale della Società europea di cardiologia, che si è tenuto dal 29 aprile al 2 maggio a Parigi (Francia).

 

“Lo studio suggerisce che le persone con gruppi sanguigni non-0 (A, B, AB) corrono un rischio maggiore di attacco cardiaco e di mortalità cardiovascolare, ma questa indicazione proviene da studi caso-controllo che hanno un basso livello di evidenza – spiega Tessa Kole, che ha diretto l'indagine -. Se questi risultati venissero confermati, potrebbero avere importanti implicazioni per la medicina personalizzata”.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno esaminato i risultati di nove studi precedenti che avevano coinvolto 1.362.569 persone. Fra queste, 23.154 sono state colpite da eventi cardiovascolari. Gli studiosi, in particolare, hanno verificato se esistesse un'associazione tra i gruppi sanguigni e gli eventi coronarici, con riferimento all'infarto miocardico (attacco cardiaco), alla malattia coronarica (coronaropatia), alla cardiopatia ischemica, all'insufficienza cardiaca e alla mortalità cardiovascolare.

 

L'analisi ha evidenziato che le persone che possiedono il gruppo sanguigno A, B e AB corrono un rischio più elevato del 9% di essere colpiti da un evento cardiovascolare, rispetto a quelle con il gruppo 0. Nello specifico, la percentuale dei soggetti con gruppo A, B e AB che aveva sofferto di un  evento coronarico era pari all'1,5%, mentre tra quelli con gruppo 0 si fermava all'1,4%. Inoltre, la percentuale degli individui colpiti da eventi cardiovascolari combinati era pari al 2,5% tra i primi e al 2,3% tra i secondi. “Abbiamo dimostrato che avere un gruppo sanguigno non-0 è associato a un aumento del 9% del rischio di eventi coronarici - precisa la dottoressa Kole - e a un incremento del 9% del pericolo di eventi cardiovascolari, in particolare d'infarto miocardico”.

 

I meccanismi che determinano l'associazione tra gruppo sanguigno e rischio cardiovascolare sono ancora da chiarire. Ma i ricercatori ipotizzano che il pericolo più elevato riscontrato nei soggetti con gruppo non-0 potrebbe essere dovuto al fatto che nel sangue di gruppo A, B e AB sono presenti  maggiori concentrazioni di una proteina, chiamata fattore di von Willebrand, che risulta coinvolta nel processo di coagulazione del sangue e associata a eventi trombotici. Inoltre, gli esperti sottolineano che i soggetti con gruppo non-0, soprattutto quelli con gruppo A, hanno livelli più elevati di colesterolo.

 

“Per individuare la causa dell'apparente aumento del rischio cardiovascolare nelle persone con gruppo sanguigno non-0 sono necessarie ulteriori ricerche – conclude l'esperta -. In futuro, il gruppo sanguigno potrebbe essere preso in considerazione nella valutazione dei rischi cardiovascolari, insieme al colesterolo, all'età, al sesso e alla pressione sanguigna sistolica”.

 

Foto: © Sebastian Kaulitzki - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 09/05/2017