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Le cause della diarrea, le cure e la prevenzione

C'è un problema di salute che ogni anno uccide circa 525 mila bambini in tutto il mondo: è la diarrea, il sintomo di un'infezione intestinale che può esporre ad un grave rischio di malnutrizione e di disidratazione. In effetti si tratta della seconda causa di morte nella fascia di popolazione mondiale di età inferiore ai 5 anni. Nei paesi a basso reddito i bambini di sotto dei 3 anni di età hanno a che fare con questo problema per una media di 3 volte all'anno; in una situazione di questo tipo è facile che finisca per instaurarsi un vero e proprio circolo vizioso fra malnutrizione e diarrea: la prima può causare la seconda, che di conseguenza può aggravare la prima aumentando ulteriormente il rischio di problemi intestinali.

 

L'infezione può essere causata da diversi batteri, virus o anche da parassiti. I mezzi di trasmissione sono soprattutto l'acqua o i cibi contaminati, ma in condizioni di igiene non ideali è possibile anche la trasmissione da persona a persona. Per questo la prevenzione si basa prima di tutto sull'accesso all'uso di acqua potabile, su una migliore nettezza urbana e su una migliore igiene alimentare e personale; è, ad esempio, fondamentale imparare a lavarsi bene le mani con il sapone. Inoltre, per ridurre il rischio di diarrea sono consigliati l'allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita e il ricorso alla vaccinazione contro il rotavirus. Infine, è importante una solida educazione sanitaria sui meccanismi e le vie utilizzare dalle infezioni per diffondersi.

 

In caso di infezione è possibile ritrovarsi alle prese con 3 diversi tipi clinici di diarrea: la diarrea acquosa, che può durare da qualche ora a qualche giorno e che può essere associata, ad esempio, al colera; la diarrea con sangue, chiamata anche dissenteria; e la diarrea persistente, che dura almeno 14 giorni. Le cure su cui si deve fare affidamento consistono principalmente nella reidratazione; infatti il rischio più grave associato alla dissenteria è quello di ritrovarsi disidratati e, quindi, alle prese con affossamento degli occhi, irrequietezza, irritabilità e, nei casi più seri, letargia e perdita di coscienza. In genere vengono utilizzate delle soluzioni a base di acqua pulita, sali e zuccheri che una volta assorbite a livello intestinale reintegrano l'acqua e le sostanze in essa disciolte che sono state perse con le feci. In caso di disidratazione grave o shock potrebbe però essere necessario ricorrere alla somministrazione di fluidi direttamente in vena. Eventualmente potrebbero essere utilizzati supplementi a base di zinco per ridurre la durata degli episodi di diarrea (- 25%) e il volume delle feci (- 30%). Il circolo vizioso di diarrea e malnutrizione può invece essere interrotto assumendo cibi ricchi di nutrienti, latte materno incluso.

 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità è molto impegnata sul fronte della lotta alla diarrea. Oltre a promuovere politiche e investimenti per la gestione del problema e delle sue complicanze, sta sviluppando nuove strategie per la sua prevenzione e il suo controllo.

 

 

Foto: © lenets_tan - Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 16/03/2018