Logo salute24

L'apparenza inganna, sorridere fa invecchiare (di due anni)

Il sorriso potrebbe far invecchiare: quando le persone assumono espressioni sorridenti, appaiono più anziane di circa due anni. Lo affermano, in uno studio pubblicato sulla rivista Psychonomic bulletin and review, Tzvi Ganel dell'Università Ben Gurion del Negev di Be'er Sheva (Israele) e Melvyn A. Goodale della University of Western Ontario di London (Canada). Secondo i due ricercatori, l'espressione stupita sarebbe invece in grado di ringiovanire l'aspetto del volto. 

 

“Noi associamo il sorriso ai valori positivi e alla giovinezza – osserva Melvyn Goodale -. Pensate a tutte le aziende che vendono prodotti per la cura della pelle e dentifrici che veicolano questa idea ogni giorno”.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno chiesto a un gruppo di volontari di stimare l'età delle persone ritratte in alcune foto, che avevano un'espressione sorridente, neutra o sorpresa. Hanno così osservato che i partecipanti percepivano i soggetti con i volti sorridenti come più anziani di quelli con espressioni neutre. A loro volta, questi individui apparivano più grandi di quelli che avevano un'espressione stupita.

 

Secondo gli esperti, l'indagine ha evidenziato che sfoggiare un sorriso può far invecchiare di circa due anni, mentre assumere un'espressione sbalordita può far apparire più giovani. Il motivo? Quando si sorride, si formano delle rughe intorno agli occhi, che vengono percepite come un segno di età avanzata. Al contrario, quando si assume un'espressione sorpresa, la pelle si distende e le rughe risultano meno evidenti.

 

Eppure, la convinzione che il sorriso ringiovanisca continua a essere radicata. Al termine dell'esperimento, ai volontari è stato chiesto di ricordare quali volti avessero giudicato più giovani. Al contrario di quanto avevano indicato in precedenza, i partecipanti hanno affermato che le persone sorridenti erano quelle che apparivano più giovani. 

 

“La cosa sorprendente è che quando abbiamo chiesto ai partecipanti di rievocare le loro percezioni al termine dell'esperimento, hanno erroneamente ricordato di aver identificato i volti sorridenti come i più giovani – precisa il dottor Goodale -. Erano completamente ignari del fatto che avevano attribuito più anni ai volti che apparivano felici. Le loro percezioni e le loro convinzioni risultavano diametralmente opposte. Può sembrare contro-intuitivo, ma lo studio dimostra che le persone possono sinceramente credere in qualcosa e poi comportarsi in modo completamente diverso”.

 

Foto:  © ryanking999 - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 16/05/2017

potrebbe interessarti anche: