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Hiv, con terapie antiretrovirali aspettativa di vita “quasi normale”

Grazie ai nuovi farmaci antiretrovirali, l'aspettativa di vita delle persone affette da Hiv può risultare “quasi normale”. Può, infatti, essere paragonabile a quella della popolazione generale. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet dal gruppo di ricerca internazionale “Antiretroviral Therapy Cohort Collaboration”, secondo cui un ventenne che ha iniziato la terapia nel 2010 può vivere circa 10 anni più a lungo di uno che l'ha cominciata nel 1996.

 

Nel corso dell'indagine, gli autori hanno esaminato le condizioni sanitarie di 88.500 cittadini europei e nordamericani che hanno contratto l'Hiv (virus dell'immunodeficienza umana) e che sono stati coinvolti in 18 studi. Per calcolarne l'aspettativa di vita, gli esperti hanno analizzato le percentuali di mortalità registrate durante i primi tre anni di follow-up successivi all'avvio del trattamento antiretrovirale

 

Al termine dell'analisi, hanno scoperto che il numero dei decessi registrato tra i pazienti che hanno iniziato il trattamento fra il 2008 e il 2010 è stato inferiore rispetto a quello riscontrato tra le persone che hanno cominciato la terapia tra il 1996 e il 2007. Hanno, inoltre, calcolato che un individuo di 20 anni che ha iniziato il trattamento antiretrovirale nel 2010 può sperare di vivere circa 10 anni in più (9 per le donne, 10 per gli uomini) rispetto a un ventenne che ha cominciata la terapia nel 1996. Nello specifico, secondo gli esperti, un paziente di 20 anni che ha iniziato la terapia antiretrovirale dopo il 2008 può sperare di vivere fino a 78 anni: può quindi avere un'aspettativa di vita simile a quella della popolazione generale.

 

La terapia antiretrovirale è costituita dalla combinazione di tre o più farmaci, che fermano la progressione dell'Hiv, ostacolando la replicazione del virus. É stata definita “una delle più grandi storie di successo sanitario pubblico degli ultimi 40 anni”. Secondo gli scienziati, l'allungamento della speranza di vita dei soggetti sieropositivi riscontrata nell'indagine sarebbe proprio dovuto ai nuovi farmaci antiretrovirali. Questi medicinali provocano meno effetti collaterali e risultano più efficaci nel prevenire la replicazione virale. Inoltre, gli esperti precisano che per il virus risulta più difficile sviluppare una resistenza ai farmaci più recenti. Ma i successi ottenuti, secondo gli studiosi,  sono anche merito del miglioramento dei programmi di screening e di prevenzione, oltre che del trattamento dei problemi sanitari causati dall'Hiv. Tuttavia, evidenziano che per poter vivere sani e a lungo, è necessario iniziare il trattamento il prima possibile.

 

Foto: © WavebreakmediaMicro - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 18/05/2017