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L'olfatto umano? Molto più accurato di quanto si creda

L'olfatto umano potrebbe essere più sviluppato di quanto si creda. Non si limiterebbe a distinguere 10.000 odori diversi, ma sarebbe in grado d'identificarne circa 1 trilione. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Science da John P. McGann, un neuroscienziato della Rutgers University di Piscataway (Usa), che ha studiato questo senso per circa 14 anni.

 

L'esperto smentisce l'idea che gli esseri umani possiedano un olfatto meno sviluppato rispetto a quello di altri mammiferi. Precisa che questa convinzione, diffusa da 150 anni, non sarebbe comprovata da alcuna prova scientifica. Si baserebbe, infatti, sull'ipotesi che le dimensioni del bulbo olfattivo – una sezione del sistema nervoso centrale che riceve i segnali provenienti dai recettori olfattivi della mucosa nasale e li trasmette ai centri cerebrali incaricati di distinguere gli odori – umano sarebbero inferiori rispetto a quelle del bulbo di altre creature. Ma secondo McGann, non è così: il bulbo olfattivo umano sarebbe, invece, piuttosto grande e avrebbe un numero di neuroni simile a quello presente nel bulbo di altri mammiferi.

 

“Il senso dell'olfatto è sviluppato negli esseri umani come in altri mammiferi, per esempio roditori e cani – afferma il ricercatore -. I cani potrebbero essere più bravi degli esseri umani a discriminare le urine presenti su un idrante antincendio, mentre gli umani potrebbero essere più bravi dei cani a distinguere il profumo del vino pregiato, ma pochi di questi confronti sono supportati da effettivi esperimenti”.

 

Lo scienziato ha scoperto, inoltre, che gli umani sono in grado di rilevare circa 1 trilione di odori diversi. Si tratta di un numero significativamente superiore ai 10.000 odori stimati dalla "saggezza popolare e dai libri di psicologia introduttiva”, come afferma l'esperto. “Per molto tempo le persone non sono riuscite a mettere in discussione questa affermazione, anche gli individui che studiano il senso dell'olfatto per vivere – osserva il dottor McGann -. Noi siamo capaci d'individuare e discriminare una straordinaria gamma di odori; siamo più sensibili dei roditori e dei cani ad alcuni odori; siamo in grado di seguire le traccie di un odore, e i nostri stati comportamentali e affettivi sono influenzati dal nostro senso dell'olfatto”.

 

Il ricercatore sottolinea che l'olfatto svolge un ruolo rilevante nel comportamento e nelle emozioni delle persone. È, infatti, in grado d'influenzare il modo in cui gli individui percepiscono gli altri e interagiscono con loro, scelgono un partner e decidono cosa mangiare. Pertanto, dato che questo senso perde efficacia con il passare del tempo, l'autore invita i medici a prestare maggiore importanza al calo dell'olfatto. “Alcune ricerche suggeriscono che perdere il senso dell'olfatto può costituire il primo segnale dello sviluppo di problemi mnemonici e di malattie come l'Alzheimer e il Parkinson – conclude McGann -. Spero che il mondo medico inizierà a capire l'importanza dell'olfatto e che perderlo rappresenta un grosso problema”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 16/05/2017