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Citomegalovirus, scoperto nuovo bersaglio per terapie?

Molte mamme già lo sanno: durante la gravidanza è meglio non avere a che fare con il citomegalovirus. Un'infezione potrebbe infatti far perdere l'udito al bambino e causargli altre disabilità. Oggi un nuovo studio pubblicato sulla rivista PLOS Pathogens apre la possibilità alla messa a punto di terapie più efficaci associate a un minor rischio di sviluppo di resistenze. A condurlo è stato un gruppo di ricercatori coordinato da Finn Grey, esperto del Roslin Institute dell'Università di Edimburgo (Regno Unito), che hanno identificato una molecola indispensabile per la replicazione del microbo.

 

La molecola in questione è VCP e non si tratta di una componente del virus, ma della cellula infettata. Bloccando la sua attività è possibile bloccare il citomegalovirus con un'efficacia 10 volte superiore rispetto a quella dei farmaci che lo colpiscono direttamente. Il motivo? Il virus ne ha bisogno per duplicare il suo materiale genetico e moltiplicarsi.

 

“L'infezione da citomegalovirus è un'importante malattia umana – ha commentato Grey – Comprendendo meglio in che modo funziona il virus possiamo mettere a punto farmaci antivirali migliorati. Anche se sarà necessario ulteriore lavoro, questo studio dimostra il potenziale di un approccio di questo tipo”.

 

 

Foto: © CLIPAREA.com - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 01/06/2017

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