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Sbadigliare, quanti segreti

Pur essendo un fenomeno molto comune, che ha stimolato la curiosità di numerosi studiosi, lo sbadiglio continua a essere un mistero. Le funzioni di questo meccanismo, infatti, non sono ancora state chiarite, nonostante le teorie che lo riguardano siano diverse. Alcune ipotesi lo collegano all’empatia, altre all’eccitazione sessuale, altre ancora lo considerano un meccanismo capace di “ossigenare il cervello” e aiutare a tornare lucidi. Ecco le principali speculazioni formulate sull’“utilità” dello sbadiglio: 

 

Empatia – È noto che spesso lo sbadiglio risulta “contagioso”: basta osservare qualcuno che sbadiglia per essere indotti a replicare questo comportamento. Ciò che stupisce è che nei bambini questo meccanismo si sviluppa intorno ai cinque anni. Prima di questa età, infatti, lo sbadiglio non risulta contagioso. Lo è invece anche fra alcuni animali, soprattutto tra gli scimpanzé e altri primati, ma anche tra i cani, che spesso finiscono per sbadigliare quando lo fa il loro padrone. Secondo alcuni scienziati, la “contagiosità” di questo meccanismo potrebbe far parte di una rete neurale coinvolta nell’empatia. Di conseguenza, studiarne le origini potrebbe aiutare a comprendere le cause dello sviluppo di alcuni disturbi mentali, come l'autismo e la schizofrenia, in cui la capacità del paziente di valutare le emozioni e le motivazioni delle altre persone appare sostanzialmente ridotta. 

 

Sessualità – Alcuni studiosi hanno osservato che lo sbadiglio condivide alcune caratteristiche con il comportamento sessuale. Per esempio, hanno scoperto che quando una persona sbadiglia, il suo volto assume espressioni simili a quelle che si manifestano durante l'orgasmo. Inoltre, sottolineano che lo sbadiglio è innescato dall’ossitocina e dagli androgeni, ormoni sessuali maschili, e che la maggior parte dei farmaci che inducono lo sbadiglio nei topi maschi ne provocano anche l'erezione. Infine, è stato rilevato che gli antidepressivi, che tendono a ridurre il desiderio sessuale, in alcuni pazienti provocano un particolare tipo di effetto collaterale: in questi soggetti sbadigliare può innescare l'orgasmo.

 

Livelli di ossigeno nei polmoni – Secondo una teoria, sbadigliare servirebbe a ripristinare l'equilibrio quando nei polmoni è presente una quantità eccessiva di ossigeno o un livello troppo basso di anidride carbonica (CO2). Ma un esperimento ha smentito la validità di questa ipotesi: ha dimostrato che respirare ossigeno puro o elevati contenuto di CO2 non ha prodotto effetti significativi sulla tendenza a sbadigliare, anche se ha aumentato il tasso di respirazione.

 

Livelli di ossigeno nei tessuti - Un'altra ipotesi suggerisce che sbadigliare aiuti ad aumentare l'ossigenazione dei tessuti. Anche in questo caso, però, gli scienziati appaiono scettici: è vero che lo sbadiglio stimola l’attivazione del sistema nervoso autonomo, aumentando la vasodilatazione e la frequenza cardiaca, ma ci riesce nella stessa misura in cui lo fanno anche altri movimenti del corpo o i respiri profondi.

 

Funzione di sveglia - Una teoria molto diffusa ritiene che sbadigliare serva a “svegliare” il cervello stanco, aiutandolo a tornare lucido. L’ipotesi si fonda sul fatto che spesso questo meccanismo si manifesta poco prima di prendere sonno. Tuttavia, uno studio ha dimostrato che lo stato di lucidità del cervello di alcuni volontari - misurato tramite l’elettroencefalogramma – non mostrava differenze significative tra il momento precedente e quello successivo allo sbadiglio.

 

Foto: © famveldman - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 05/06/2017