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Neonati dormono meglio nella loro camera, dopo i primi quattro mesi

A partire dall'età di quattro mesi, dormire da soli aiuta i bimbi a riposare meglio e potrebbe anche tenerli più al sicuro. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics dai ricercatori del Penn State College of Medicine di Hershey (Usa), secondo cui i bambini che dormono nella stanza dei genitori dopo aver compiuto quattro mesi riposano male e corrono maggiori rischi, rispetto a quelli che a partire da questa età dormono da soli nella propria cameretta. “Un inadeguato riposo durante l'infanzia può determinare obesità, insonnia più tardi nella vita e può influire negativamente sui genitori – afferma Ian M. Paul, che ha diretto lo studio -. Molti pediatri ed esperti di sonno contestano la raccomandazione di condividere la stessa stanza fino a un anno, perché i neonati iniziano a sperimentare un'ansia di separazione nella seconda metà del primo anno, rendendo problematico cambiare il luogo in cui si dorme durante quella fase. Aspettare troppo a lungo può avere effetti negativi sulla qualità del sonno dei genitori e dei bambini, sia nel breve sia nel lungo periodo”.

 

L'indagine smentisce le raccomandazioni dell'American academy of pediatrics (Aap), che per prevenire la Sindrome della morte improvvisa del lattante (Sids) suggerisce ai genitori di far dormire nella propria camera i figli fino all'età di un anno. Secondo gli studiosi statunitensi, invece, seguire questo consiglio potrebbe avere ripercussioni negative sui bambini. Per giungere a queste conclusioni, gli autori hanno analizzato i dati raccolti dallo studio Insight, che aveva coinvolto 279 madri e i loro bambini. Le mamme avevano risposto a una serie di domande riguardanti il riposo dei loro figli (compresi: durata del sonno, stanza in cui dormivano, frequenza con cui si svegliavano durante la notte, pasti notturni e abitudini connesse al sonno) in diverse occasioni: quando i piccoli avevano 4, 9, 12 e 30 mesi. 

 

Al termine della ricerca, gli scienziati hanno osservato che i bimbi di quattro mesi che dormivano nella propria stanza riuscivano a dormire in modo continuativo per 45 minuti di più rispetto a quelli che condividevano la camera con un genitore. A nove mesi, il divario era ancora maggiore: i bimbi che dormivano da soli già dall'età di quattro mesi dormivano in media 1 ora e 40 minuti più a lungo dei bambini che riposavano ancora nella stanza dei genitori. Nello specifico, i primi dormivano circa 542 minuti di seguito, mentre i secondi 442 minuti. Inoltre, la durata del sonno totale durante la notte era maggiore tra i bambini che dormivano da soli. 

 

Non è tutto: all'età di 30 mesi, i bambini che erano rimasti nella camera dei genitori fino a nove mesi dormivano in media 45 minuti di meno a notte rispetto a quelli che riposavano da soli da quando avevano quattro mesi. Inoltre, i ricercatori hanno rilevato che condividere la stanza influiva sulla sicurezza del bimbo: nel lettino dei piccoli che a quattro mesi dormivano con i genitori era più probabile trovare una coperta, un cuscino o un altro oggetto non approvato che potrebbe aumentare le probabilità di Sids. Inoltre, i bambini che dormivano con mamma e papà avevano maggiori probabilità di dormire nel letto dei genitori durante la notte sia a quattro, sia a nove mesi. “La scoperta che ci ha preoccupato di più è stata osservare che la condivisione della camera era associata all'abitudine di far dormire i bambini nel letto dei genitori, un comportamento fortemente scoraggiato dall'Accademia Americana di Pediatria – conclude il dottor Paul -. Questo fenomeno era più comune nelle famiglie in cui i bambini di età compresa tra quattro e nove mesi dormivano nella stanza dei genitori”.

 

Foto: © famveldman - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 06/10/2017