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Il consumo di alcol e il declino cerebrale

Durante la terza età, il cervello potrebbe essere danneggiato non solo dall’abuso di alcol, ma anche dal suo consumo moderato. Gli anziani che consumano regolarmente modeste quantità di alcolici - pari a 8 bicchieri di vino, 8 bottiglie di birra o 8 bicchierini di liquore a settimana - avrebbero, infatti, probabilità più elevate di sperimentare cambiamenti cerebrali significativi, inclusi la perdita della memoria e le difficoltà linguistiche, rispetto alle persone astemie o ai bevitori occasionali. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista BMJ dai ricercatori britannici dell’Università di Oxford e dell’University College di Londra, diretti da Anya Topiwala, che dichiara: “Io non consiglierei di bere con moderazione come strategia per evitare il declino cognitivo”.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno esaminato gli effetti del consumo moderato di alcol sul cervello in età avanzata. Non hanno invece analizzato quelli derivanti da un’assunzione eccessiva, perché è già noto che l’abuso di bevande alcoliche è strettamente associato ai danni cerebrali e alla demenza. In particolare, gli autori hanno monitorato per 30 anni le abitudini e le capacità cerebrali di 550 impiegati statali britannici, che sono stati incaricati di svolgere brevi test cognitivi e di descrivere il loro consumo di bevande alcoliche in diverse occasioni, a partire dall'età media di 43 anni.

 

Durante la fase finale dell’esperimento, gli scienziati hanno sottoposto i partecipanti a una scansione cerebrale e li hanno invitati a eseguire una serie più estesa di quiz cognitivi, che comprendevano anche esercizi diretti a testare la memoria e le capacità linguistiche. Al termine dell’indagine, gli esperti hanno osservato che rispetto ai soggetti astemi e a quelli che bevevano alcolici solo raramente, i consumatori moderati mostravano maggiori difficoltà nei test diretti a verificare la fluidità linguistica. Inoltre, l’analisi delle scansioni cerebrali ha evidenziato che chi assumeva alcol con moderazione aveva probabilità tre volte maggiori di presentare un restringimento dell’ippocampo, l'area cerebrale in cui si formano i ricordi a lungo termine. Secondo gli studiosi, si tratta di un cambiamento del cervello che può precedere o accompagnare la demenza. 

 

Foto: © Igor Normann - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 08/06/2017