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Rimuovere le cellule che invecchiano allunga la vita

Rimuovere le cellule invecchiate potrebbe estendere la durata della vita umana. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine da un gruppo di ricerca internazionale diretto da Ok Hee Jeon e Chaekyu Kim della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora (Usa). Secondo gli esperti, la rimozione mirata delle cellule senescenti – che con il passare degli anni si accumulano in molti tessuti – potrebbe contribuire a ritardare l'insorgenza delle patologie degenerative associate all'età, aiutando le persone a vivere più a lungo.

 

Gli autori sono partiti dalla constatazione che con il tempo le cellule anziane si accumulano in molti tessuti e sono presenti nelle aree dell'organismo colpite dalle patologie legate all'età. Anche se queste cellule svolgono un ruolo essenziale nella guarigione delle ferite e nella riparazione delle lesioni, possono anche promuovere l'insorgenza del cancro e di altre patologie degenerative. Per esempio, le cellule senescenti presenti nelle articolazioni spesso non vengono eliminate dopo un infortunio, e finiscono per contribuire allo sviluppo dell'artrosi.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno realizzato un nuovo farmaco, chiamato UBX0101, capace di alleviare la gravità della degenerazione articolare, distruggendo selettivamente le cellule senescenti. Per testarne l'efficacia, gli scienziati lo hanno somministrato a due gruppi di topi - uno formato da esemplari giovani, mentre l'altro da roditori anziani – che avevano subito un intervento chirurgico diretto a riparare la lesione del legamento crociato anteriore.

 

Al termine della sperimentazione, è emerso che la rimozione mirata delle cellule senescenti non aveva solo permesso di ridurre la progressione dell'artrosi, ma aveva anche consentito alla nuova cartilagine di crescere e di riparare le articolazioni. Le iniezioni di UBX0101 hanno, infatti, ridotto in modo significativo lo sviluppo post-traumatico dell'artrosi e il dolore che vi era connesso in entrambi i gruppi di topi.

 

Successivamente, gli scienziati hanno ripetuto l'esperimento su alcuni condrociti (cellule cartilaginee) prelevati da pazienti umani affetti da artrosi. L'esperimento ha dimostrato che questa tecnica funziona efficacemente anche sulle persone. Pertanto, gli studiosi ritengono che i risultati dell'indagine evidenziano l'utilità delle terapie dirette a rimuovere le cellule senescenti nel trattamento dei traumi e delle malattie degenerative legate all'età.

 

Foto: © psdesign1 - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 14/06/2017

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