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Il trucco per rendere le verdure più appetibili

Descrivere gli ortaggi con aggettivi accattivanti potrebbe indurre le persone a consumarne di più. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine dai ricercatori statunitensi della Stanford University, secondo cui utilizzare i termini generalmente impiegati per per descrivere i cibi meno sani potrebbe aumentare il consumo di verdure, perché gli alimenti più salutari sono percepiti come “meno gustosi” rispetto agli altri.

 

La ricerca è stata condotta nel semestre autunnale del 2016 in una caffetteria universitaria. Ogni giorno una portata a base di verdura è stata definita con una descrizione che poteva rientrare in una di queste quattro categorie: semplice nome (per esempio: barbabietole, fagiolini o carote); descrizione strettamente salutare (per esempio: “barbabietole scelte light senza zuccheri aggiunti”, oppure “fagiolini verdi e scalogni a basso contenuto di carboidrati”, o “carote condite con agrumi senza zucchero”); descrizione salutare con connotazione positiva (per esempio: “barbabietole ricche di antiossidanti”, o “fagioli verdi e scalogni sani ed energetici”, o “carote con agrumi ricchi di vitamina C”); descrizione accattivante (per esempio: “barbabietole insaporite con lime pungente e peperoncino esplosivo”, o “fagioli verdi dolci sfrigolati e scalogni croccanti”, oppure “carote aggrovigliate con glassa di agrumi”). Anche se il nome con cui venivano definite era diverso, le verdure erano preparate e servite sempre nello stesso modo.

 

Durante lo studio, nella caffetteria hanno mangiato 27.933 persone. Fra queste, 8.279 hanno scelto le verdure. I ricercatori hanno verificato il numero di portate di ortaggi scelte e la quantità totale di questi cibi effettivamente consumata dai clienti. Al termine dell'indagine, è emerso che la definizione “accattivante” ha indotto un maggior numero di persone a scegliere le verdure. I risultati evidenziano, infatti, che la dicitura accattivante era stata più efficace del 25% rispetto all'utilizzo del semplice nome, del 41% rispetto alla descrizione strettamente salutare e del 35% rispetto alla descrizione salutare con connotazione positiva.

 

Non è tutto: l'impiego della descrizione accattivante aveva influito anche sull'effettivo consumo degli ortaggi. La quantità mangiata dai clienti quando veniva usata questa definizione risultava superiore del 23% rispetto all'impiego del semplice nome, del 33% rispetto all'uso della descrizione strettamente salutare e del 16% rispetto al ricorso alla descrizione salutare con connotazione positiva. Secondo gli esperti, lo studio dimostra, pertanto, che chiamare i cibi salutari con nomi gradevoli potrebbe aiutare le persone a consumarne di più. Inoltre, suggeriscono che ulteriori ricerche potrebbero contribuire a individuare strategie capaci di sfatare l'idea che gli alimenti sani siano poco gustosi. 

 

Foto: © Giuseppe Porzani - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 14/06/2017