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Infertilità maschile, il ruolo delle infezioni urogenitali

Le infezioni urogenitali potrebbero essere la causa dell’infertilità maschile nel 6-10% dei casi. Lo evidenzia un’indagine pubblicata sulla rivista Deutsches Ärzteblatt International dai ricercatori dell’Università di Gießen (Germania), secondo cui la valutazione diagnostica delle infezioni e delle infiammazioni urogenitali maschili dovrebbe fare parte degli esami richiesti alle coppie che incontrano difficoltà a concepire un bambino. 

 

Nel corso della ricerca, gli autori  hanno analizzato gli studi condotti sui possibili effetti delle infezioni urogenitali sulla fertilità maschile. Dall’analisi, è emerso che la principale causa delle malattie infiammatorie dell’apparato genitale maschile è costituita dai patogeni o uropatogeni trasmessi per via sessuale (come la Chlamydia trachomatis o l’Escherichia coli). Inoltre, non bisogna sottovalutare la diffusione delle infezioni virali attraverso il flusso sanguigno. 

 

Gli esperti spiegano che la valutazione diagnostica delle infezioni urogenitali nella maggior parte dei pazienti affetti da infertilità è ostacolata da una malattia cronica primaria asintomatica in corso. Per di più, osservano che oggi non sono disponibili marcatori diagnostici non invasivi: la raccolta di dati sulle reazioni infiammatorie asintomatiche nell'epididimo e nei testicoli risulta difficile, perché questi disturbi possono essere diagnosticati con certezza solo utilizzando la biopsia testicolare. Le reazioni infiammatorie asintomatiche, osservano gli scienziati, si riscontrano nel 25% degli uomini che si sottopongono a una biopsia testicolare perché stanno cercando senza successo di avere un figlio.

 

I ricercatori osservano che le attuali prove a disposizione non consentono di trarre conclusioni definitive sugli effetti della prostatite cronica sulla fertilità. Tuttavia, evidenziano che tra gli uomini che hanno sperimentato un’infiammazione acuta o un’infezione dell'epididimo, nel 10% dei casi risultano assenti spermatozoi nell'eiaculato anche a distanza di molto tempo, mentre nel 30% dei casi il numero degli spermatozoi appare diminuito. Inoltre, nel 60% degli uomini affetti da un'infiammazione o da un’infezione dell'epididimo, la malattia influenza negativamente anche i testicoli: in questi casi la complicanza più temuta è l'atrofia testicolare con la perdita permanente della spermatogenesi.

 

Nel caso in cui nell’apparato genitale maschile siano rilevati agenti patogeni, gli studiosi suggeriscono di ricorrere a una terapia antibiotica per eliminarli. Tuttavia, precisano che questo trattamento non garantisce che la qualità degli spermatozoi non venga intaccata dall’infezione, né esclude la possibilità che la malattia provochi l'infertilità. È possibile infatti, concludono gli esperti, che le infezioni urogenitali inneschino processi immunopatologici permanenti nell’apparato genitale. 

 

Foto: © Giovanni Cancemi - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 16/06/2017

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