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Il legame (pericoloso) tra Helicobacter pylori e antibiotico-resistenza

La mancata eradicazione dell’Helicobacter pylori a seguito di un trattamento farmacologico, potrebbe indicare che il batterio ha sviluppato una resistenza agli antibiotici. Di conseguenza, occorre verificare che i pazienti colpiti dai disturbi gastrici provocati dalle infezioni da H. pylori non presentino più il batterio dopo aver terminato la terapia. Lo affermano, in uno studio pubblicato sulla rivista Preventive Medicine, i ricercatori dell’University of Arizona Medical Center e del Mel and Enid Zuckerman College of Public Health di Tucson (Usa), secondo cui non bisogna sottovalutare i rischi rappresentati da queste infezioni, anche perché sono connesse allo sviluppo del cancro allo stomaco.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno cercato di verificare se i medici seguissero le linee guida elaborate  dall’American College of Gastroenterology per curare e gestire i pazienti colpiti da infezioni da Helicobacter pylori. In particolare, hanno intervistato 582 gastroenterologi statunitensi che hanno svolto un sondaggio online sulla loro attività. Al termine dell’indagine, è emerso che la maggior parte dei medici seguiva i criteri fissati dalle linee guida per controllare che i pazienti che presentavano fattori di rischio (come un'ulcera peptica precedentemente diagnosticata o la dispepsia) fossero portatori di un'infezione da H. pylori. 

 

L’84% dei medici ha affermato che avrebbe fatto ripetere il test ai soggetti che in passato erano stati colpiti da un'infezione da H. pylori. Tuttavia, l’indagine ha evidenziato che solo il 58% dei gastroenterologi aveva effettivamente verificato che il batterio fosse stato eliminato completamente dall’organismo dei pazienti. Secondo gli autori, si tratta di un dato preoccupante, perché se l’H. pylori non viene eradicato dal trattamento farmacologico, potrebbe indicare una potenziale resistenza agli antibiotici. 

 

“Non bisogna sottoporre tutti i pazienti al test - specifica Traci T. Murakami,  che ha diretto lo studio -. Ma se ci sono ragioni per credere che un esame per l’individuazione dell’H. pylori possa tornare positivo, ed effettivamente risulta nuovamente positivo, è necessario continuare il trattamento. Solo la metà dei gastroenterologi verifica che il batterio sia stato eradicato. Penso che questo sia un fattore chiave, perché sapere se i paziente sono riusciti a eliminare l'H. pylori o se presentano ancora l'infezione può indicare se possiedono un tipo più resistente di H. pylori, che non ha risposto al trattamento iniziale e che può essere eradicato soltanto con l’impiego di diversi antibiotici”.

 

Gli autori concludono che la cura e la gestione dei pazienti affetti dall’infezione da H. pylori è importante non solo a causa dei rischi per la salute connessi alla malattia, ma anche perché queste infezioni sono collegate allo sviluppo del cancro gastrico. “Se riuscissimo a identificarlo presto - conclude Murakami -, potremmo essere in grado di ridurre il rischio che le persone sviluppino il cancro allo stomaco in futuro”.

 

Foto: © nobeastsofierce - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 01/02/2018