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Agopuntura contro il dolore nei pronto soccorso

L’agopuntura potrebbe rappresentare una valida risorsa per alleviare il dolore dei pazienti anche all’interno dei pronto soccorso. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Medical Journal of Australia dai ricercatori della RMIT University e della Monash University di Melbourne (Australia), secondo cui questa tecnica rappresenterebbe un'alternativa sicura ed efficace ai farmaci per ridurre il grado di dolore, anche in contesti di emergenza.

 

“Anche se l'agopuntura è ampiamente utilizzata dai professionisti per il trattamento del dolore, raramente viene utilizzata nei dipartimenti di emergenza ospedaliera - osserva Marc M. Cohen, che ha diretto lo studio -. Gli infermieri e i medici che lavorano nei pronto soccorso hanno bisogno di avere a disposizione diverse opzioni per alleviare il dolore dei pazienti, date le preoccupazioni riguardanti l’uso degli oppiacei come la morfina, che se utilizzati a lungo potrebbe dare dipendenza. Il nostro studio ha dimostrato che l'agopuntura rappresenta un'alternativa valida e potrebbe risultare particolarmente utile nel caso dei pazienti che non possono assumere gli antidolorifici tradizionali a causa di altre condizioni mediche”.

 

Lo studio ha coinvolto 528 pazienti che si sono recati nei pronto soccorso di quattro ospedali di Melbourne (Alfred Hospital, Cabrini Malvern, Epworth Hospital e Northern Hospital) tra gennaio 2010 e dicembre 2011, perché accusavano un dolore acuto alla schiena, emicrania o perché presentavano una distorsione alla caviglia. Ai pazienti è stato chiesto di attribuire al loro grado di dolore un punteggio da 1 a 10. Coloro che sperimentavano una sofferenza pari ad almeno 4 punti su 10 hanno ricevuto, in modo casuale, uno dei seguenti trattamenti: solo agopuntura, agopuntura e farmacoterapia, oppure solo farmacoterapia.

 

A distanza di un’ora dal trattamento, meno del 40% dei pazienti presenti in tutti e tre i gruppi ha sperimentato una riduzione significativa del dolore (pari a 2 o più punti nella scala di valutazione della sofferenza), mentre oltre l'80% ha continuato a indicare un grado di dolore di almeno 4 punti. Tuttavia, a distanza di 48 ore la maggior parte dei pazienti ha affermato che il trattamento ricevuto aveva avuto effetto. In particolare, l’82,8% di coloro che avevano ricevuto solo l’agopuntura hanno affermato che in caso di necessità avrebbero probabilmente o sicuramente ripetuto il trattamento, rispetto all'80,8% dei membri del gruppo che avevano ricevuto l’agopuntura più i farmaci, e rispetto al 78,2% dei malati che erano stati curati con la farmacoterapia.

 

"In generale bisogna sviluppare approcci medici capaci di migliorare la gestione del dolore: questa necessità è dimostrata dal fatto che nello studio i pazienti inizialmente continuavano a provare dolore, indipendentemente dal trattamento ricevuto – afferma il professor Cohen -. Alcuni pronto soccorso australiani offrono già l’agopuntura quando è disponibile il personale addestrato a eseguirla, ma ulteriori studi sono necessari per migliorare la gestione complessiva del dolore nei dipartimenti di emergenza e il potenziale ruolo dell'agopuntura. Dobbiamo determinare quali sono le condizioni più adatte all’uso dell'agopuntura, definire la possibilità di includere il trattamento in situazioni di emergenza e prevedere la necessaria formazione del personale sanitario”.

 

Foto: © apops - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 06/11/2017