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A diciannove anni sedentari come a sessanta

I diciannovenni di oggi sono sedentari come i sessantenni. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Preventive Medicine dai ricercatori del National Institute on Aging e della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora (Usa), secondo cui l’aumento dell’inattività tra i più giovani starebbe contribuendo alla diffusione dell’obesità. Di conseguenza, bambini e adolescenti potrebbero trarre giovamento da una riduzione dei comportamenti sedentari e dallo svolgimento di esercizi fisici a bassa intensità.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno esaminato i dati raccolti dal National health and nutrition examination survey nei bienni 2003-2004 e 2005-2006. L’indagine aveva coinvolto complessivamente 12.529 persone, che erano state invitate a indossare un dispositivo per il monitoraggio dell’esercizio fisico per una settimana. Lo strumento era in grado di registrare quanto tempo i partecipanti fossero rimasti inattivi o fossero stati impegnati in attività leggere, moderate o impegnative. Gli studiosi hanno poi suddiviso i volontari in cinque gruppi, in base alla loro età: bambini (dai 6 agli 11 anni); adolescenti (dai 12 ai 19 anni); giovani adulti (dai 20 ai 29 anni); adulti (dai 31 ai 59 anni) e anziani (dai 60 agli 84 anni). Il 49% dei partecipanti era costituito da maschi, mentre il resto da femmine.

 

Al termine dell’indagine, è emerso che le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) - che raccomandano ai bambini e agli adolescenti di età compresa tra 5 e 17 anni di svolgere almeno 60 minuti di attività fisica moderata o intensa al giorno – risultavano inascoltate. Gli studiosi hanno, infatti, osservato che più del 25% dei bambini e oltre il 50% delle bambine di età compresa tra 6 e 11 anni, e più del 50% dei ragazzi e oltre il 75% delle ragazze di età compresa tra 12 e 19 anni si esercitavano meno di un’ora al giorno. In particolare, i livelli di attività rilevati nei soggetti di 19 anni erano equiparabili a quelli osservati nelle persone di 60 anni.

 

"I livelli di attività riscontrati alla fine dell'adolescenza erano bassi in modo allarmante, e all'età di 19 anni erano comparabili a quelli rilevati tra le persone di 60 anni – afferma Vadim Zipunnikov, che ha coordinato lo studio -. Tra i bambini in età scolare, la principale fascia oraria in cui veniva svolta attività fisica era il pomeriggio tra le 14 e le 18. Pertanto, il quesito è come modificare gli orari delle attività quotidiane, per esempio nelle scuole, per favorire un aumento dello svolgimento dell’esercizio fisico?”.

 

I ricercatori hanno osservato che l’unico gruppo che svolgeva quotidianamente un’elevata attività fisica era quello costituito dai giovani adulti, che rispetto ai bambini e agli adolescenti erano molto attivi tutto il giorno, soprattutto nella prima parte della mattinata. Secondo gli autori, questo potrebbe essere dovuto al fatto che a quest’età le persone iniziano a svolgere un lavoro a tempo pieno o attraversano altre fasi di transizione.  Inoltre, è emerso che in tutti i gruppi i maschi svolgevano livelli di attività fisica (soprattutto ad alta intensità) più elevati rispetto alle femmine. Tuttavia, dopo la mezz’età l’esercizio svolto dagli uomini si riduceva in modo significativo, tanto che tra gli adulti di età superiore a 60 anni i maschi erano più sedentari e praticavano livelli di attività fisica più leggeri rispetto alle donne.

 

Anche se l'Oms raccomanda a bambini e adolescenti di praticare esercizio fisico moderato o intenso, i ricercatori sottolineano che potrebbe essere utile anche ridurre il comportamento sedentario e aumentare i livelli di attività fisica a bassa intensità. “Le campagne dirette ad aumentare lo svolgimento dell'attività fisica si concentrano sull'incremento dell'esercizio intenso – osserva il dottor Zipunnikov -. Il nostro studio suggerisce che questi sforzi dovrebbero considerare l'ora del giorno e, inoltre, concentrarsi sull'aumento dell'attività fisica a bassa intensità e sulla riduzione dell'inattività”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 22/06/2017