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Antimicrobici, scienziati lanciano l'allarme per uso eccessivo

Oltre 200 scienziati sottolineano la necessità di limitare l’uso globale di due antimicrobici, il triclosan e il triclocarban, e di mettere in discussione l'impiego di altri antimicrobici. Nel documento: “The Florence Statement on Triclosan and Triclocarban”, pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives, numerosi medici e ricercatori mettono in guardia la comunità internazionale sui rischi e sulla mancanza di benefici associati all’impiego di queste sostanze in migliaia di prodotti per l’igiene personale.

 

“Vogliamo attirare l'attenzione sul crescente utilizzo degli antimicrobici in molti prodotti – spiega Ted Schettler, direttore scientifico del Science and Environmental Health Network di Ames (Usa) e uno dei firmatari della dichiarazione -. Il triclosan e il triclocarban sono in cima alla classifica perché sono stati utilizzati per tanto tempo e la loro presenza è molto diffusa”.

 

Gli esperti precisano che il triclosan e il triclocarban sono utilizzati in centinaia di prodotti – come saponi, dentifrici, detergenti, vernici e tappeti - allo scopo di uccidere batteri, funghi e virus. L’impiego eccessivo ha provocato la diffusione di queste sostanze nell'ambiente, facendole diventare un rischio per la salute umana. Inoltre, gli scienziati osservano che i possibili vantaggi derivanti dall’uso degli antimicrobici sono inferiori agli eventuali rischi, perché questi composti si accumulano nell’acqua, nella terra e nell’organismo di uomini e animali. 

 

Gli studiosi spiegano che queste sostanze chimiche influenzano il sistema ormonale degli animali, causando problemi riproduttivi e ritardi nello sviluppo. Alcuni studi, inoltre, suggeriscono che questi effetti potrebbero estendersi anche agli esseri umani: gli antimicrobici potrebbero essere collegati a una ridotta crescita del feto, alla nascita prematura e a una minore circonferenza della testa dei neonati. A causa dell'utilizzo diffuso, la maggior parte delle persone presenta tracce di triclosan nell’organismo. Uno studio effettuato nel 2008 su alcuni cittadini degli Stati Uniti ha, infatti, rinvenuto questa sostanza nell’urina del 75% dei soggetti coinvolti nella ricerca.  

 

I due composti vengono utilizzati in circa 2.000 prodotti, ma il loro impiego sta cominciando a essere limitato. A febbraio l'Unione Europea ha vietato l’uso del triclosan nei prodotti per l'igiene personale, mentre la Food and Drug Administration - mossa dalla preoccupazione  che  questa sostanza influenzasse negativamente il sistema ormonale delle persone - aveva già vietato l’utilizzo del composto all’interno dei saponi già dallo scorso anno.

 

Secondo i firmatari, l’utilizzo di triclosan e triclocarban è stato permesso per anni senza che vi fossero prove certe del fatto che offrissero dei vantaggi. Inoltre, questi due composti non sono stati utilizzati solo in dentifrici, cosmetici e detergenti, ma anche in prodotti di natura diversa. “Alcuni materiali edili sono soggetti a degradazione microbica, ossia possono essere rovinati dai funghi o da altri microrganismi – spiega il dottor Schettler -, pertanto i produttori vi uniscono gli antimicrobici per ridurre questo rischio". 

 

Infine, gli autori riconoscono la necessità di utilizzare gli antimicrobici in determinati ambiti, per cui non richiedono un divieto totale. Osservano, infatti, che i dentifrici con il triclosan possono aiutare le persone affette da disturbi gengivali, e che negli ospedali è fondamentale avere a disposizioni saponi con proprietà antimicrobiche, per proteggere le persone che hanno un sistema immunitario compromesso. Gli scienziati sottolineano  che dovrebbe soltanto essere ridotto l'uso quotidiano di queste sostanze. 

 

Foto: © nobeastsofierce - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 23/06/2017