Logo salute24

Tenersi per mano per placare il dolore, così i cuori battono insieme

Stringere la mano a qualcuno che sta provando dolore è un gesto innato e, a quanto pare, efficace. Il dolore, infatti, diminuirebbe perché l'organismo delle due persone comincerebbe a “lavorare” all'unisono: il battito del cuore e il respiro si sincronizzerebbero. “Più un partner è empatico, più forte sarà l'effetto analgesico, maggiore sarà la sincronizzazione tra le due durante il contatto”, spiega Pavel Goldstein, ricercatore della Colorado University di Boulder (Stati Uniti).  

 

Con altri ricercatori lo scienziato ha coinvolto 22 coppie eterosessuali, da 23 a 32 anni di età, ricreando in laboratorio una situazione da sala parto: la donna sottoposta a stimoli dolorosi e l'uomo a fare da spettatore. L'idea dello studio è nata proprio per un'esperienza personale del ricercatore mentre era accanto alla moglie che stava partorendo. Dandole la mano gli è sembrato che il dolore diminuisse. 

 

Mentre dei macchinari misuravano battito cardiaco e respiro i due soggetti erano seduti vicini senza toccarsi, seduti vicini mano nella mano o in camere separate. Già la prossimità fra i dui aveva effetto sulla sincronizzazione di battito e respiro ma l'intervento del dolore cambiava il quadro: la sincronizzazione si interrompeva quando all'uomo non era consentito toccare la partner, ma si ripristinava se invece poteva. In quest'ultimo caso il dolore diminuiva. 

 

La ricerca è stata pubblicata su Scientific Reports e fornisce nuove evidenze sulla cosiddetta “sincronizzazione interpersonale”, un fenomeno per il quale gli individui cominciano a specchiarsi fisiologicamente nelle persone che hanno di fronte. Ad esempio inconsciamente capita che si prenda la stessa andatura della persona con cui si cammina o che si modifichi la postura in modo speculare a chi si ha di fronte. Anche quando si prova una stessa emozione, magari guardando un film drammatico, i ritmi cardiaci e respiratori degli spettatori sembra che si sincronizzino. 

 

Ma perché tenersi mano nella mano avrebbe questo effetto antidolorifico? L'ipotesi dei ricercatori è che il contatto e la sincronizzazione chiamino in causa un'area del cervello, la corteccia cingolata anteriore, associata alla percezione del dolore, all'empatia e alla funzione cardiaca e respiratoria.

di Vito Miraglia
Pubblicato il 26/06/2017