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Essere intelligenti allunga la vita

L’intelligenza potrebbe essere associata a una maggiore durata della vita? Secondo gli scienziati dell'Università di Edimburgo (Regno Unito) sì, perché un quoziente intellettivo (QI) elevato potrebbe indurre le persone a condurre uno stile di vita più salutare. In particolare, i ricercatori sostengono che gli individui dotati di un maggiore acume correrebbero un rischio inferiore di morire a causa di malattie cardiache, ictus, tumori legati al fumo, malattie respiratorie e demenza.

 

Nel corso di uno studio pubblicato sulla rivista BMJ, gli autori hanno analizzato i dati relativi a 33.536 uomini e 32.229 donne nati in Scozia nel 1936. I partecipanti, che avevano preso parte all’indagine “Scottish Mental Survey of 1947”, all’età di 11 anni avevano eseguito un test d’intelligenza. Il loro stato di salute è stato poi monitorato fino al compimento dei 79 anni.

 

Al termine dell’analisi, gli autori hanno scoperto che possedere un QI elevato da bambini era associato a un minore rischio di morte in età adulta. In particolare, è emerso che i volontari che a 11 anni erano risultati più intelligenti, durante il resto della vita hanno corso un rischio più basso del 28% di morire per malattie respiratorie, inferiore del 25% di perdere la vita a causa di malattie cardiovascolari e del 24% di essere uccisi da un ictus. 

 

I ricercatori hanno anche osservato che i soggetti dotati di un QI più alto avevano meno probabilità dei partecipanti meno intelligenti di morire a causa di incidenti, tumori associati al fumo - soprattutto ai polmoni e allo stomaco -, malattie dell’apparato digerente e demenza. Gli studiosi non hanno, invece, rilevato alcuna associazione tra l’intelligenza e la morte per tipi di cancro non correlati al fumo.

 

Sulla base dei risultati ottenuti, gli autori ipotizzano che un maggiore intelletto potrebbe essere associato alla tendenza a condurre uno stile di vita più sano, soprattutto per quanto riguarda il vizio del fumo. Tuttavia, sottolineano che per confermare questi risultati sono necessarie ulteriori ricerche.

 

Foto: © WavebreakMediaMicro - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 04/07/2017