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Motivare attraverso la punizione? Non sempre funziona

La strategia educativa “punire per correggere” è davvero efficace? In diversi casi no. Anzi, potrebbe essere controproducente. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Experimental Psychology: General dai ricercatori dell'Università di Würzburg (Germania), secondo cui generalmente i genitori sgridano i loro figli per correggerne il comportamento, sperando che non mettano più in atto azioni indesiderate. Tuttavia, la punizione potrebbe avere l'effetto opposto: potrebbe motivarli a ripetere le azioni indesiderate.

 

Durante lo studio, il team ha chiesto ad alcuni volontari d’indicare se un numero che lampeggiava su uno schermo fosse maggiore o minore di 5. Per comunicare la loro scelta, i partecipanti dovevano premere un tasto: per valori da 1 a 4 quello  posto a sinistra, mentre per i numeri da 6 a 9 quello di destra. Ma in precedenza i soggetti avevano appreso che quando premevano uno dei due pulsanti, ricevevano una scossa elettrica leggermente dolorosa. Di conseguenza, gli esperti si aspettavano che quando avrebbero dovuto spingere quel tasto, i volontari lo avrebbero fatto più lentamente. Con sorpresa, hanno invece osservato che è successo esattamente il contrario. I partecipanti hanno premuto il pulsante che provocava dolore più rapidamente rispetto all’altro.

 

L’esperimento, secondo gli autori, suggerisce che la punizione da sola non basta per impedire un comportamento indesiderato. Hanno quindi deciso di verificare se la velocità mostrata dai partecipanti nella scelta del tasto fosse dovuta a una maggiore eccitazione, associata alla paura di sperimentare dolore. Per scoprirlo, hanno ripetuto l’esperimento, facendo in modo che stavolta entrambi i tasti provocassero una scossa elettrica: lieve in un caso, forte nell’altro. Ma anche in questa occasione, i volontari hanno continuato a schiacciareo più rapidamente il pulsante associato al dolore leggero. Non è stata, quindi, riscontrata una maggiore eccitazione dovuta alla probabilità di ricevere una scossa ancora più forte.

 

Secondo i ricercatori, l’indagine suggerisce che la punizione potrebbe non funzionare. Anzi, se ripetuta con regolarità, potrebbe indurre le persone a reiterare il comportamento per cui si viene puniti. “Siamo stati in grado di dimostrare che la punizione da sola non provoca automaticamente la soppressione del comportamento punito – spiega  Andreas B. Eder, che ha diretto lo studio -. Quando lo stimolo punitivo viene utilizzato come feedback per controllare il comportamento, potrebbe anche facilitare l'esecuzione del comportamento indesiderato”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 15/03/2018