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La preferenza per l'ordine e la certezza è scritta nel cervello

La preferenza per l'ordine e la certezza potrebbe essere scritta nel cervello. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista eLife da Alexandra Stolyarova e Alicia Izquierdo, due ricercatrici dell’Università della California di Los Angeles (Stati Uniti), secondo cui le modifiche che si verificano nelle regioni cerebrali potrebbero spiegare perché alcune persone prediligono la stabilità e la prevedibilità, mentre altre sono più inclini ai cambiamenti frequenti e improvvisi.

 

Per scoprirlo, le autrici hanno esaminato due regioni del cervello di un gruppo di topi: la corteccia orbitofrontale e il nucleo basolaterale dell’amigdala. In particolare, hanno testato le capacità degli animali di lavorare per ottenere ricompense in condizioni stabili e variabili. I roditori hanno guadagnato palline di zucchero dopo aver scelto tra due immagini disposte l'una accanto all'altra su uno schermo grande come un tablet, toccando la foto con il naso. Nello specifico, quando il topo toccava un'immagine, otteneva la pallina di zucchero in un arco di tempo prevedibile - generalmente 10 secondi più tardi. Quando invece toccava l'altra immagine, riceveva la ricompensa in un lasso di tempo variabile. Quest’ultima rappresentava l'opzione più rischiosa, perché gli animali potevano aspettare da 5 a 15 secondi prima di ricevere lo zucchero. I roditori hanno eseguito questo esperimento fino a 45 minuti al giorno per un mese. 

 

Le ricercatrici hanno scoperto che con il tempo gli animali hanno imparato questo meccanismo e sono stati in grado di rilevare le variazioni dei tempi di attesa. Osservandone l’attività cerebrale, le scienziate hanno scoperto che quando gli animali sceglievano spesso l’opzione che prevedeva tempi d’attesa diversi, la quantità di una proteina cerebrale chiamata gefirina raddoppiava all’interno del nucleo basolaterale dell’amigdala. 

 

Durante un altro esperimento, le studiose hanno reso un'opzione migliore dell'altra, facendo in modo che il tempo di attesa associato a un’immagine risultasse più breve. Tutti i topi sono stati in grado di apprendere il nuovo schema e di compiere la scelta migliore. Gli animali hanno appreso il meccanismo il primo giorno e hanno svolto il compito ancora meglio il secondo giorno e in quelli successivi. Questo non è però avvenuto in un gruppo di roditori in cui il nucleo basolaterale dell’amigdala era stato disattivato: in questo caso i topi hanno imparato il nuovo sistema più lentamente, riuscendo ad apprenderlo circa due giorni dopo. Inoltre, un altro gruppo di animali, in cui era stato compromesso il funzionamento della corteccia orbitofrontale, non è proprio riuscito a imparare il meccanismo, tanto che ogni volta che i roditori effettuavano l’esperimento si comportavano allo stesso modo. Secondo le scienziate, ci sono diverse prove del fatto che il nucleo basolaterale dell’amigdala svolga un ruolo rilevante nelle condizioni d’incertezza, ma lo studio suggerisce che sarebbe inferiore a quello svolto dalla corteccia orbitofrontale.

 

Le autrici precisano che ricerche precedenti hanno evidenziato che la corteccia orbitofrontale e il nucleo basolaterale dell'amigdala condividono le connessioni anatomiche ed entrambe le regioni sono coinvolte nel processo decisionale. Questo studio ha dimostrato che ciò risulta particolarmente importante durante i cambiamenti o in circostanze incerte. Le studiose ritengono che i cambiamenti in queste regioni del cervello e nelle proteine cerebrali potrebbero, quindi, aiutare a spiegare la preferenza di una persona per la prevedibilità o per l’incertezza. Per esempio, le variazioni del gene che regola la gefirina sono state associate all'autismo, e una caratteristica di questo disturbo è proprio una forte preferenza per l’ordine e la certezza. Secondo le scienziate, la scoperta in futuro potrebbe consentire di curare diversi disturbi, come la dipendenza dal gioco d'azzardo e il disturbo ossessivo-compulsivo.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 21/07/2017