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I bambini che dormono poco invecchiano prima

I bambini che dormono meno di nove ore a notte rischiano d’invecchiare più rapidamente. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista The journal of pediatrics dai ricercatori dell’Università di Princeton (Usa), secondo cui dormire poco durante l’infanzia potrebbe accelerare l’invecchiamento delle cellule.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno esaminato il Dna di 1.567 bambini di 9 anni. Tutti i piccoli partecipanti avevano preso parte al “Fragile Families and Child Wellbeing Study”, un’indagine più ampia diretta a monitorare lo stato di salute e lo stile di vita di circa 5.000 ragazzini statunitensi nati tra il 1998 e il 2000. Gli scienziati, in particolare, hanno analizzato la lunghezza dei telomeri dei ragazzini, ossia delle molecole situate nella parte terminale dei cromosomi, che proteggono dalla perdita del Dna durante la divisione cellulare. Dato che le loro dimensioni diminuiscono con il passare degli anni, sono considerata un buon indicatore della longevità di una persona.

 

L’analisi ha rilevato che i bambini che dormivano meno rispetto agli altri, possedevano telomeri più corti. Nello specifico, le dimensioni di queste strutture risultavano più corte dell’1,5% per ogni ora di sonno in meno. Anche se questi piccoli partecipanti godevano di buona salute come gli altri, gli autori osservano che, con il passare del tempo, un maggiore invecchiamento cellulare potrebbe esporli allo sviluppo di diverse malattie e, in ultima analisi, ridurne la durata della vita. “Questa scoperta - scrivono gli autori - è coerente con una letteratura più ampia che suggerisce che la durata sub-ottimale del sonno costituisce un rischio, perché aumenta lo stress fisiologico e compromette la salute”.

 

Gli studiosi precisano che sono necessari ulteriori studi per confermare questi risultati. In ogni caso, consigliano ai genitori di far riposare i bambini tra 9 e 11 ore a notte. Anche perché è stato dimostrato che la carenza di sonno durante l’infanzia è associato a un maggiore rischio di soffrire di obesità e di disturbi emozionali in età adulta. “Studiare la lunghezza del telomeri – concludono gli esperti - potrebbero essere utile per capire in che modo le differenze di salute si sviluppano, si mantengono o si aggravano nel corso della vita”.

 

Foto: © Steve Lovegrove - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 23/11/2017