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Il "contapassi", nuovo indice globale per misurare la salute

Contare i passi della popolazione di un paese potrebbe svelare la diffusione dell’obesità tra i cittadini che lo abitano. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature dai ricercatori dell’Università di Stanford (Usa), che hanno utilizzato gli smartphone per tenere traccia dei livelli di attività di migliaia di persone in tutto il mondo. L’indagine ha permesso di scoprire che nei paesi in cui i livelli di obesità sono bassi, la maggior parte degli individui compie quotidianamente un numero simile di passi. Invece, nelle nazioni in cui la diffusione dell’obesità è molto più elevata, esiste un notevole divario tra l’attività svolta dai cittadini: alcuni camminano molto, mentre altri pochissimo. In questi posti, di solito le donne si muovono molto meno rispetto agli uomini.

 

Per giungere a queste conclusioni, gli autori hanno analizzato le abitudini di 717.527 uomini e donne provenienti da 111 paesi, la cui attività fisica è stata monitorata per 95 giorni.  I dati dei partecipanti sono stati acquisiti tramite un’applicazione per cellulari, chiamata Azumio Argus (che tiene conto dell'attività fisica svola dall’utente e di altri aspetti connessi alla salute). Gli smartphone sono, infatti, dotati di minuscoli sensori chiamati accelerometri, che possono registrare automaticamente i passi compiuti da chi li detiene. Azumio ha fornito ai ricercatori i dati senza indicare a chi appartenessero, ma ha comunque specificato l’età, il sesso, l’altezza e il peso degli utenti. Le ultime due informazioni hanno permesso agli scienziati di calcolare l'indice di massa corporea di ciascun utente dell’app.

 

Al termine dell’analisi, è emerso che in alcuni paesi la popolazione camminava in modo simile ed era meno predisposta allo sviluppo dell’obesità. In altri, invece, i livelli di obesità erano più elevati ed erano presenti forti disuguaglianze tra l’attività fisica svolta dalle diverse persone. In particolare, qui le donne risultavano più sedentarie degli uomini. Secondo gli esperti, i risultati dell’indagine potrebbero aiutare a spiegare perché l'obesità è un problema più grande in alcuni paesi rispetto che in altri.

 

"Per esempio, la Svezia mostra uno dei divari più bassi tra un’elevata e una ridotta attività fisica, e la minore disparità tra maschi e femmine - spiega Tim Althoff, che ha diretto lo studio -.  Presenta anche uno dei tassi più bassi di obesità”. Gli Stati Uniti, invece, hanno conquistato il quarto posto nella classifica della differenza nell’esercizio fisico svolto dalla popolazione: qui esiste un notevole divario tra l’attività delle persone che si muovono regolarmente e quella degli individui che conducono uno stile di vita sedentario. Inoltre, negli Usa la differenza tra i due sessi è piuttosto elevata (a svantaggio di quello femminile) e i livelli di obesità sono particolarmente alti.

 

Foto: © Gajus - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 17/07/2017

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