Cicatrici sul corpo
e voce rauca:
ecco l’uomo ideale
Gli scienziati cercano di tratteggiare il ritratto dell`uomo che tutte le donne rincorrono: dagli ultimi studi è emerso che oltre alle cicatrici anche una voce rauca e profonda sarebbe un indicatore di virilità che attrae molto il gentil sesso.
Una recente ricerca, pubblicata su Proceedings of the Royal Society, dimostra infatti che le donne si sentono più attratte da uomini con un timbro di voce basso. L`attrazione si attiva a livello inconscio: i rauchi sarebbero individuati come dominanti e portatori di un miglior patrimonio genetico. Incarnerebbero meglio degli altri uomini il ruolo di "procacciatori di cibo", rivelandosi quindi futuri padri più affidabili.
Tutto fila liscio fino alla nascita dei figli. Una volta che i bambini sono stati messi al mondo, invece, nel periodo dell`allattamento le donne cambiano idea: in questa fase, infatti, le preferenze femminili cadono sugli uomini con il tono di voce più alto, identificati come genitori più premurosi.
Anche i futuri padri hanno, comunque, delle precise propensioni per quanto riguarda il timbro della voce delle compagne: preferiscono le donne con un tono più squillante, percepite come più giovani e fertili.
I ricercatori, coordinati da Coren Apicella, antropologa dell`Harvard University, sono giunti a queste conclusioni studiando una tribù della Tanzania, gli Hadza, cacciatori-raccoglitori che hanno conservato stili di vita risalenti a circa 200 mila anni fa. Nella comunità la divisione dei compiti è ancora molto netta: le donne si occupano di raccogliere bacche e frutta e gli uomini della caccia. Inoltre, gli Hadza risultano interessanti perché sono monogami, anche se le relazioni extraconiugali non sono rare, e non conoscono metodi contraccettivi, motivo per cui il loro ciclo riproduttivo non è falsato da elementi esterni.
La ricerca suggerisce anche che, in un remoto passato, uomini e donne avevano un tono di voce simile: “Il dismorfismo vocale tra i due sessi – conclude Apicella – si è evoluto nel corso di migliaia di anni, in parte proprio grazie alla selezione sessuale nella scelta del compagno dettata dalla voce”.
Una recente ricerca, pubblicata su Proceedings of the Royal Society, dimostra infatti che le donne si sentono più attratte da uomini con un timbro di voce basso. L`attrazione si attiva a livello inconscio: i rauchi sarebbero individuati come dominanti e portatori di un miglior patrimonio genetico. Incarnerebbero meglio degli altri uomini il ruolo di "procacciatori di cibo", rivelandosi quindi futuri padri più affidabili.
Tutto fila liscio fino alla nascita dei figli. Una volta che i bambini sono stati messi al mondo, invece, nel periodo dell`allattamento le donne cambiano idea: in questa fase, infatti, le preferenze femminili cadono sugli uomini con il tono di voce più alto, identificati come genitori più premurosi.
Anche i futuri padri hanno, comunque, delle precise propensioni per quanto riguarda il timbro della voce delle compagne: preferiscono le donne con un tono più squillante, percepite come più giovani e fertili.
I ricercatori, coordinati da Coren Apicella, antropologa dell`Harvard University, sono giunti a queste conclusioni studiando una tribù della Tanzania, gli Hadza, cacciatori-raccoglitori che hanno conservato stili di vita risalenti a circa 200 mila anni fa. Nella comunità la divisione dei compiti è ancora molto netta: le donne si occupano di raccogliere bacche e frutta e gli uomini della caccia. Inoltre, gli Hadza risultano interessanti perché sono monogami, anche se le relazioni extraconiugali non sono rare, e non conoscono metodi contraccettivi, motivo per cui il loro ciclo riproduttivo non è falsato da elementi esterni.
La ricerca suggerisce anche che, in un remoto passato, uomini e donne avevano un tono di voce simile: “Il dismorfismo vocale tra i due sessi – conclude Apicella – si è evoluto nel corso di migliaia di anni, in parte proprio grazie alla selezione sessuale nella scelta del compagno dettata dalla voce”.
di (03/12/2008)

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