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Antibiotico-resistenza, il problema è nell'abuso

Nuovo intervento dell'Unione europea sulla resistenza agli antibiotici. In un nuovo documento viene ribadito il legame tra questo fenomeno e l'uso di antibiotici. Il report è firmato dall'Autorità europea per la Sicurezza alimentare, l'Agenzia europea per i medicinali e il Centro europeo per la Prevenzione e il controllo delle malattie. 

 

Gli esperti sottolineano inoltre la necessità di porre un argine al fenomeno limitando l'uso non necessario degli antibiotici in tutti i campi: “Per contenere la resistenza agli antibiotici abbiamo bisogno di agire contemporaneamente su tre fronti: in campo umano, ambientale e animale. È quello che stiamo cercando di ottenere in Europa e a livello globale con il lancio recente del Piano di azione europeo sulla resistenza antimicrobica”.  

 

Tendenzialmente si ricorre agli antibiotici più nel campo veterinario che in quello della salute umana ma la situazione è comunque diversa da Paese a Paese. In particolare una classe di antibiotici, le polimixine, che includono la colistina, è ampiamente usata nel settore veterinario e anche negli ospedali il suo uso è in aumento per la terapia delle infezioni causate da agenti patogeni multiresistenti.  

 

Ancora, la resistenza ai chinoloni, usati per trattare la salmonellosi e la campilobatteriosi negli uomini, è associata all'uso di antibiotici negli animali. Mentre l'uso di cefalosporina di terza e quarta generazione per combattere l'infezione da E. coli è associato con la resistenza a questi farmaci rilevata negli uomini.

 

Foto: © Shawn Hempel - Fotolia

 

di Vito Miraglia
Pubblicato il 02/08/2017