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Tiroidite di Hashimoto, quali sono i sintomi?

Dietro l'ipotiroidismo molto spesso si nasconde una malattia autoimmune. È la tiroidite di Hashimoto, nota anche come tiroidite cronica linfocitica, la causa più comune di questa disfunzione della tiroide nell'adulto, come ricorda la Società italiana di Endocrinologia. Con questa patologia la tiroide viene attaccata e danneggiata dal sistema immunitario, pertanto viene pregiudicata la produzione di ormoni da parte della ghiandola.  

 

Sono le donne di mezza età i soggetti in cui è più facile diagnosticare la tiroidite di Hashimoto mentre nei bambini è poco comune. Le cause non sono del tutto note, non si sa ancora con certezza perché i pazienti colpiti sviluppano gli anticorpi diretti contro la tiroide i cui tessuti vengono riconosciuti come “estranei”. Sul rischio di insorgenza di questa malattia autoimmune ha un ruolo la familiarità.  

 

La diagnosi della tiroidite di Hashimoto arriva quando il paziente ha manifestato i sintomi dell'ipotiroidismo, spesso accompagnati dalla presenza di gozzo, ovvero l'ingrossamento benigno della tiroide. Proprio quando in famiglia c'è una storia di disfunzioni e malattie tiroidee è possibile arrivare a una diagnosi precoce di questa malattia, sottolinea l'American Thyroid Association.  

 

Per la diagnosi si può ricorrere a esami di laboratorio con cui valutare la funzione tiroidea; la tiroidite di Hashimoto può anche comportare delle anomalie in alcuni esami come quelli per valutare il colesterolo totale, il livello di sodio o di prolattina nel sangue o dell'emocromo.

 

I sintomi

 

Il decorso della malattia è graduale nel corso degli anni, quindi la tiroidite di Hashimoto progredisce piuttosto lentamente. All'inizio la malattia potrebbe essere asintomatica mentre nelle prime fasi i sintomi sono relativamente aspecifici. Nel tempo la ghiandola comincia a ingrandirsi, i livelli di ormoni diminuiscono e si manifestano i sintomi tipici dell'ipotiroidismo. I più comuni sono la fatica, l'aumento di peso, l'anomala sensibilità alle basse temperature, la depressione, i dolori muscolari e la ridotta tolleranza all'esercizio fisico, la pelle secca e la stitichezza.

 

La terapia

 

Se la funzione tiroidea è ancora nella norma, si potrà optare per una sorta di sorveglianza attiva. Se invece il livello di ormone tiroideo è calato, e quindi è stato riscontrato l'ipotiroidismo, si procederà con la terapia ormonale sostitutiva a base di levotiroxina. Nella maggior parte dei casi il trattamento sarà permanente. Se l'ormone è assunto nelle dosi adeguate è in grado di ripristinare i livelli ormonali fisiologici e la terapia non ha effetti collaterali. Il trattamento può richiedere del tempo prima che si notino dei miglioramenti nei sintomi. L'assunzione dell'ormone tiroideo sintetico è indicata anche per i pazienti con il gozzo.

 

Foto: © CLIPAREA.com - Fotolia.com

 

di redazione
Pubblicato il 03/08/2017

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