Logo salute24

La cucina, le spugnette e la proliferazione dei batteri

Nelle spugnette da cucina sono presenti oltre 50 miliardi di microrganismi per centimetro cubo. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dai ricercatori della Justus–Liebig–University di Giessen e della Furtwangen University di Villingen-Schwenningen, secondo cui il numero di batteri presenti in questi strumenti usati per lavare i piatti sarebbe paragonabile a quello presente nelle feci.

 

Nel corso della ricerca, gli scienziati hanno esaminato i campioni di 14 spugne usate. Al termine dell’analisi, hanno rilevato la presenza di 362 diversi tipi di batteri. In particolare, hanno scoperto che in ogni cm³ erano presenti oltre 50 miliardi di microbi, una quantità simile a quella presente nelle feci. Tra i vari microrganismi, sono stati individuati anche i parenti stretti di quelli che provocano la polmonite e la meningite. Inoltre, gli autori hanno identificato anche il batterio Moraxella osloensis, che oltre a essere il principale responsabile del cattivo odore che spesso caratterizza le spugne, può risultare pericoloso per le persone che hanno un sistema immunitario debole. 

 

I ricercatori hanno poi scoperto che sterilizzare le spugne lavandole con l’acqua bollente o inserendole nel microonde non sarebbe soltanto inutile, ma anche controproducente. Queste procedure, infatti, non solo non ucciderebbero i batteri, ma finirebbe addirittura per rafforzarli. Gli studiosi hanno, infatti, osservato che le spugne sterilizzate contenevano una percentuale più elevata di batteri rispetto a quelle che non erano mai state pulite. Il motivo? I batteri che provocano le malattie sono più resistenti e tendono a ricolonizzare rapidamente le aree “vuote”, come avviene nell'intestino dopo un trattamento antibiotico. 

 

“Presumibilmente i batteri resistenti sopravvivono al processo di sterilizzazione e ricolonizzano rapidamente le nicchie ripulite, fino a raggiungere una quantità simile a quella precedente – scrivono i ricercatori -. Questo effetto somiglia a quello di una terapia antibiotica sul microbiota intestinale, e potrebbe promuovere la creazione di dosi più elevate di specie pericolose nelle spugne da cucina”.

 

Cosa fare allora per evitare che le spugne contaminate finiscano per disseminare i batteri sulle altre superfici domestiche? Gli esperti suggeriscono di cambiarle spesso, almeno una volta a settimana.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 03/08/2017