Logo salute24

Cuore, in un gene l'interruttore per rigenerare i suoi tessuti

Accendere o spegnere un gene per regolare la capacità dei tessuti del cuore di rigenerarsi. A questo gene è infatti associato un certo numero di cellule “riparatrici” del muscolo cardiaco che aumentano o diminuiscono se il gene è spento o meno. È quanto illustrano dei ricercatori della University of Southern California (Stati Uniti) in un articolo pubblicato su Nature Genetics. 

 

Le cellule in questione sono i cardiomiociti diploidi mononucleari presenti in grandi quantità nei pesci zebra e nei mammiferi appena nati, inclusi i topi e gli uomini. Più cellule sono presenti e maggiore è l'abilità di rigenerare il muscolo cardiaco dopo aver subito una lesione come un infarto. In età adulta, invece, queste cellule sono presenti in numero ridotto con una conseguente capacità limitata di rigenerazione. 

 

I ricercatori hanno però visto come il numero di queste cellule in alcune specie di topi adulti variasse: in alcune ammontava all'1,9% di tutte le cellule cardiache, in altre arrivava al 10%. Come previsto, più alta era questa percentuale più gli animali riuscivano a recuperare dopo un evento cardiaco avverso. 

 

Quanto scoperto “suggerisce che non tutti gli individui sono destinati a manifestare una perdita permanente del muscolo cardiaco dopo un attacco cardiaco ma che, piuttosto, alcuni recuperano naturalmente tanto la massa muscolare quanto la loro funzione”, spiega il primo ricercatore Michaela Patterson. 

 

I ricercatori hanno identificato uno dei geni chiave a cui è correlata la presenza di queste cellule, il gene Tnni3k. Bloccandolo in alcuni topi si è prodotta una percentuale maggiore di cellule rigeneratrici; attivandolo, invece, nei pesci zebra, si è ridotto il numero di queste cellule e pregiudicato il processo di rigenerazione cardiaca

 

Sono alcune molecole a modulare l'attività di questo gene. Tali molecole – è l'ipotesi di un altro ricercatore, Henry Sukov – potrebbero portare alla creazione di un farmaco con cui incrementare le cellule rigeneratrici nei soggetti a rischio di scompenso cardiaco.

 

Foto: © Dmytro Tolokonov - Fotolia.com

 

di redazione
Pubblicato il 06/09/2017