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Colera, vaccino più efficace negli adulti che nei bambini

Il vaccino contro il colera offrirebbe una migliore protezione negli adulti che nei bambini con meno di 5 anni d'età. È la conclusione di una nuova meta-analisi degli studi eseguiti sull'efficacia del vaccino condotti su una popolazione complessiva di 500 mila individui. A condurre la revisione un team di ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health (Stati Uniti). 

 

Il colera è una malattia diarroica acuta che può anche essere fatale se non viene trattata in modo adeguato nell'arco di un'ora. La sua trasmissione è oro-fecale e colpisce in particolare delle aree con carenze igienico-sanitarie e mancanza di acqua potabile non contaminata. Secondo le stime comunicate dai ricercatori ogni anno vengono contagiati dai tre ai cinque milioni di persone causando da 28 mila a 130 mila decessi. L'ultima epidemia è scoppiata in Yemen dalla fine dello scorso aprile e ha già causato la morte di più di 1800 persone a fronte di oltre 390 mila casi sospetti.  

 

I vaccini sono stati immessi in commercio poco dopo il loro sviluppo negli anni '80. I tre principali vaccini sono stati valutati in questi tredici studi revisionati dai ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health. In particolare si è analizzata la loro efficacia in situazioni ideali, ovvero gli studi clinici randomizzati, e quella in situazioni meno ideali, ovvero nel mezzo di una epidemia.  

 

Dalla revisione pubblicata su Lancet Infectious Diseases è emerso che il regime vaccinale con due dosi ha ridotto il rischio di contagio del 58% in media negli adulti ma solo del 30% nei bambini sotto i 5 anni. I bambini sotto i 5 anni rappresentano la popolazione più a rischio di contagio.  

 

Dal momento che i vaccini non sono efficaci così tanto nei bambini più piccoli, la ricerca scientifica dovrà provare a massimizzare la protezione di questa popolazione. In che modo? Ad esempio assicurandosi che gli adulti di un nucleo familiare siano vaccinati per proteggere i bambini o sviluppando un nuovo regime vaccinale che contribuisca a rinforzare la loro protezione.

 

Foto: © カシス - Fotolia.com

di redazione
Pubblicato il 14/08/2017