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Tumore, curarsi con medicina alternativa raddoppia rischio morte

I malati di cancro che scelgono di curarsi con le terapie alternative anziché con i trattamenti convenzionali corrono un rischio maggiore di morire a causa della malattia. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of the National Cancer Institute dai ricercatori della  Yale School of Medicine di New Haven (Usa), coordinati da James B. Yu, che afferma: “Ci siamo interessati a questo argomento dopo aver visto troppi pazienti nelle nostre cliniche con tumori in stadio avanzato, che si erano sottoposti solo a terapie alternative inefficaci e non dimostrate”.

 

Gli autori osservano che è cresciuta la tendenza da parte dei pazienti e delle loro famiglie a cercare di trattare i tumori con le terapie alternative. Tuttavia, l’idea che questi trattamenti possano essere più efficaci di quelli tradizionali non sarebbe supportata da sufficienti evidenze scientifiche. Inoltre, mentre molti pazienti utilizzano le terapie alternative in aggiunta ai trattamenti oncologici tradizionali, si sa poco sui pazienti che utilizzano soltanto questi approcci per cercare di guarire dal cancro.

 

Per studiare gli effetti del ricorso esclusivo a questi trattamenti, i ricercatori hanno confrontato lo stato di salute di 840 persone che tra il 2004 e il 2013 hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno, alla prostata, ai polmoni e al colon-retto. Fra questi, 280 hanno scelto di curarsi con la medicina alternativa, mentre gli altri 560 con i trattamenti convenzionali (chemioterapia, chirurgia e radioterapia). Al termine dell’indagine, è emerso che i pazienti che avevano preferito curarsi con le terapie alternative correvano un maggior rischio di morte, soprattutto se affetti da cancro al seno, ai polmoni e al colon-retto. Rispetto ai soggetti che si erano affidati alle cure tradizionali, quelli che avevano scelto i trattamenti alternativi avevano meno probabilità di sopravvivere.

 

“Ora abbiamo evidenze scientifiche che suggeriscono che l'uso della medicina alternativa al posto delle terapie cancerogene riduce le probabilità di sopravvivere – afferma Skyler B. Johnson, primo autore dello studio -. È nostra speranza che queste informazioni possano essere utilizzate dai pazienti e dai medici durante la valutazione dell’impatto delle terapie oncologiche sulla sopravvivenza”.

 

“È importante notare che quando si tratta di terapie alternative per il cancro, sono disponibili poche informazioni: i pazienti assumono decisioni al buio – conclude Cary Gross, che ha partecipato alla ricerca -. È necessario capire meglio quali trattamenti siano efficaci (che si tratti di un nuovo tipo d’immunoterapia o di alti dosaggi vitaminici) e quali non lo sono, in modo che i pazienti possano assumere decisioni informate”.

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 21/08/2017