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Gravidanza, fumo e gli effetti dello stress ossidativo

È risaputo che fumare durante la gravidanza nuoce alla salute del nascituro. Ma a differenza di quanto si credeva, la nicotina non è il principale responsabile di questo effetto negativo. La maggior parte dei danni sarebbe, invece, provocata dallo stress ossidativo provocato dall’esposizione alle sostanze ossidanti sprigionate dalle sigarette. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Physiology-Lung Cellular and Molecular Physiology dai ricercatori australiani della University of Technology Sydney e del Kolling Institute and Royal North Shore Hospital di St. Leonards, e dagli scienziati tailandesi della Chulalongkorn University di Bangkok.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno osservato che i problemi di salute a lungo termine sperimentati dai figli delle fumatrici - come l’insufficienza polmonare e il maggiore rischio di sviluppare infezioni respiratorie, ipersensibilità delle vie aeree e asma -, sarebbero causati dallo stress ossidativo provocato dai radicali liberi prodotti dal tabacco. Inoltre, hanno osservato che il fumo materno durante la gravidanza può aumentare le probabilità che il bambino sia colpito da condizioni infiammatorie croniche ai polmoni, che potrebbero renderlo più vulnerabile allo sviluppo di determinate malattie polmonari come l'asma o la malattia polmonare ostruttiva cronica (Copd) in età adulta.

 

“Prima della pubblicazione di questo studio, era diffusa la convinzione che fosse la nicotina a provocare la maggior parte degli effetti negativi sulla salute di madri e figli - spiega Brian G. Oliver, cha ha coordinato l’indagine -. Quando una persona fuma, tuttavia, inala ulteriori sostanze chimiche tossiche e miliardi di radicali liberi (ossidanti), che entrano nel flusso sanguigno e colpiscono l'intero organismo. I radicali liberi sono molecole, come il perossido di idrogeno (H2O2), altamente reattive e capaci di mutare chimicamente i tessuti del corpo. Nelle donne in gravidanza, la reazione a queste sostanze chimiche si estende anche al bambino”.

 

Foto: © vasiliystepanov - Fotolia.com

di n.c.
Pubblicato il 24/08/2017