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L'intelligenza artificiale che scova i tumori

Un team di scienziati canadesi ha scoperto il modo di utilizzare l'intelligenza artificiale per effettuare la diagnosi precoce del tumore epidermico. È quanto emerge da uno studio presentato durante il convegno: “14th International Conference on image analysis and recognition- Iciar 2017”, che si è tenuto dal 5 al 7 luglio a Montreal (Canada), dai ricercatori dell'Università di Waterloo e del Sunnybrook Research Institute di Toronto. Gli esperti spiegano che la nuova tecnica analizza le immagini delle lesioni cutanee e fornisce ai medici dati oggettivi sui biomarcatori che rivelano la presenza del melanoma – una patologia che può essere mortale se scoperta troppo tardi, ma altamente curabile se diagnosticata nelle prime fasi di sviluppo.

 

Il sistema d’intelligenza artificiale è in grado di decifrare i livelli dei biomarcatori presenti nelle lesioni, aggiungendo informazioni coerenti e quantitative alle valutazioni che attualmente si basano soltanto sull'aspetto. In particolare, la tecnica rileva due forti indicatori del melanoma: i cambiamenti nella concentrazione e nella distribuzione dell’eumelanina, la sostanza chimica che conferisce alla pelle il suo colore, e dell'emoglobina, una proteina presente nei globuli rossi. 

 

“Potrebbe rappresentare uno strumento molto potente per supportare le decisioni cliniche sul cancro della pelle - osserva Alexander Wong, docente d’ingegneria presso l’Università di Waterloo -. Più le informazioni sono interpretabili, migliori sono le decisioni”. 

 

La tecnologia, che potrebbe essere disponibile già a partire dal prossimo anno,  utilizza un software per l'apprendimento meccanico, che è stato caricato con decine di migliaia d’immagini cutanee e con i corrispondenti livelli di eumelanina ed emoglobina. Gli studiosi precisano che oltre a salvare la vita ai pazienti, permettendo d’individuare precocemente il melanoma, la tecnologia potrebbe anche ridurre il numero delle biopsie inutili, determinando un notevole risparmio per il sistema sanitario. È, infatti, in grado di fornire ai medici informazioni oggettive sulle caratteristiche delle lesioni per aiutarli a escludere la presenza del cancro della pelle prima d’intraprendere azioni più invasive. “Prima di comprendere cosa sta accadendo al paziente può trascorrere molto tempo – osserva il professor Wong -. Il nostro obiettivo è quello di accorciare questo processo”.

 

Foto: © bertys30 - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 01/09/2017