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Studio: lo Zika virus uccide le cellule del glioblastoma

Da minaccia per la salute dei neonati a potenziale arma anticancro: lo Zika virus potrebbe essere impiegato per sconfiggere in modo definitivo il tumore cerebrale. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Experimental Medicine da un gruppo di ricerca statunitense coordinato da Milan G. Chheda, della Washington University School of Medicine di St. Louis (Usa). Secondo gli esperti, la facoltà del virus di uccidere le cellule progenitrici dei neuroni - responsabile delle anomalie riscontrate nello sviluppo dei feti - potrebbe essere sfruttata per eliminare le cellule staminali tumorali resistenti ai trattamenti oncologici tradizionali.

 

Gli autori hanno osservato che il trattamento standard utilizzato contro il glioblastoma, una forma mortale di cancro al cervello, generalmente costituito da chirurgia seguita da chemioterapia e radiazioni, pur essendo aggressivo, in molti casi non riesce a sconfiggere definitivamente la malattia. Entro sei mesi la maggior parte dei tumori torna a ripresentarsi. I ricercatori spiegano che ciò avviene perché le cellule staminali del glioblastoma sopravvivono alle terapie e continuano a dividersi, producendo nuove cellule tumorali che vanno a sostituire quelle eliminate dai trattamenti oncologici.

 

Nel corso della ricerca, gli scienziati hanno ipotizzato che lo Zika virus - che infetta e uccide le cellule presenti nel cervello dei feti, causando le anomalie osservate nei bambini colpiti dall’infezione - potrebbe essere impiegato per eliminare le cellule maligne del glioblastoma resistenti alle terapie tradizionali. Per verificarlo, hanno iniettato il virus a 18 topi affetti dal tumore cerebrale e acqua salata ad altri 15 roditori colpiti dalla stessa malattia. A distanza di due settimane dal trattamento, è emerso che gli animali che avevano ricevuto il virus presentavano tumori significativamente più piccoli. Inoltre, hanno anche vissuto più a lungo degli altri. 

 

Gli esperti ritengono che nelle persone il virus potrebbe essere iniettato nel cervello durante l'intervento chirurgico eseguito per rimuovere il tumore primario. Se introdotto attraverso un'altra parte del corpo, infatti, il sistema immunitario verrebbe seriamente danneggiato dal virus prima del suo arrivo nel cervello. Secondo i ricercatori, l’impiego dello Zika virus potrebbe essere sicuro negli adulti perché i suoi obiettivi primari, le cellule neuroprogenitrici, sono rare nel cervello adulto. È questo il motivo per cui l'infezione provoca danni cerebrali diffusi e severi nei feti, mentre in età adulta causa sintomi lievi.

 

Successivamente, i ricercatori hanno condotto ulteriori esperimenti, somministrando il virus ai tessuti cerebrali provenienti da pazienti epilettici. Le ricerche hanno dimostrato che il virus non infetta le cellule cerebrali non cancerose. Inoltre, gli scienziati hanno introdotto due mutazioni genetiche che hanno indebolito la capacità del virus di combattere le difese delle cellule: il ceppo modificato è in grado di colpire le cellule tumorali, che hanno un sistema di difesa antivirale scarso, ma può essere eliminato rapidamente dalle cellule sane dotate di una forte risposta antivirale. L’impiego del ceppo virale mutato e di quello originale sulle cellule staminali del glioblastoma ha dimostrato che il ceppo originale è più potente, ma anche quello mutato è in grado di uccidere le cellule cancerose.

 

Alla luce dei risultati, gli autori ritengono che se venisse associato ai trattamenti tradizionali, lo Zika virus potrebbe rappresentare una valida arma contro il tumore cerebrale. “Riteniamo  - conclude il dottor Chheda - che un giorno lo Zika virus potrà essere usato in combinazione con le terapie attuali per rimuovere completamente il tumore”.

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 07/09/2017