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Studio: sigaretta elettronica irrigidisce le arterie e mette in pericolo il cuore

L’uso di sigarette elettroniche con la nicotina potrebbe aumentare la rigidità delle arterie e, con il tempo, anche il rischio di essere colpiti da attacco cardiaco e ictus. È quanto emerge da uno studio presentato durante lo “European Respiratory Society International Congress”, in programma dal 9 al 13 settembre a Milano, dai ricercatori del Danderyd University Hospital del Karolinska Institute di Stoccolma (Svezia), diretti da Magnus Lundbäck, che afferma: “Il numero degli utilizzatori di sigarette elettroniche è aumentato notevolmente negli ultimi anni. Le sigarette elettroniche sono considerate quasi inoffensive da parte della popolazione. L'industria della sigaretta elettronica commercializza il proprio prodotto come uno strumento capace di ridurre i danni del tabacco e aiutare le persone a smettere di fumare. Tuttavia, la sicurezza delle sigarette elettroniche è al centro del dibattito e un crescente numero di prove suggerisce che provocano diversi effetti negativi sulla salute”.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno reclutato 15 volontari dell'età media di 26 anni, che erano in buona salute, fumavano raramente (al massimo dieci sigarette al mese) e non avevano utilizzato le sigarette elettroniche in precedenza. I volontari sono stati suddivisi in due gruppi: i primi sono stati invitati a utilizzare le e-cig con nicotina per 30 minuti il primo giorno e le sigarette elettroniche senza nicotina il secondo giorno, mentre l’altro gruppo ha fatto il contrario. Gli scienziati hanno quindi misurato la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e la rigidità arteriosa di tutti i soggetti subito dopo l’uso dell'e-cig e a distanza di due e quattro ore.

 

Al termine della sperimentazione, gli studiosi hanno osservato che nei 30 minuti successivi all’impiego del dispositivo contenente nicotina, si è verificato un significativo aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e della rigidità arteriosa dei partecipanti. Non sono  stati riscontrati effetti dannosi, invece, nei volontari che avevano fumato le sigarette elettroniche senza nicotina. “I risultati sono preliminari, ma in questo studio abbiamo riscontrato un significativo aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa nei volontari che hanno utilizzato le sigarette elettroniche che contenevano la nicotina - afferma il dottor Lundbäck -. La rigidità arteriosa è aumentata di circa tre volte in coloro che sono stati esposti alla nicotina presente nelle sigarette elettroniche rispetto al gruppo che ha utilizzato le sigarette elettroniche senza nicotina”.

 

Secondo gli esperti, gli effetti negativi riscontrati sarebbero dovuti alla nicotina. “L'immediato aumento della rigidità arteriosa che abbiamo riscontrato probabilmente va attribuito alla nicotina - conclude Lundbäck -. L'incremento è stato temporaneo, ma gli stessi effetti temporanei sulla rigidità arteriosa sono stati dimostrati anche dopo l'uso delle sigarette tradizionali. Le sigarette elettroniche con nicotina potrebbero quindi produrre effetti permanenti sulla rigidità arteriosa a lungo termine”.

 

Di diverso avviso Fabio Beatrice (Università di Torino), Responsabile del Centro Antifumo dell'Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, che commenta: “Il danno vascolare permanente sul sistema cardiovascolare è dovuto ai prodotti della combustione che danneggiano l’endotelio, favorendo la formazione di trombi e relative conseguenze quali ictus e infarto. Combustione che è assente nelle sigarette elettroniche. Ecco perché l’affermazione secondo cui le e-cig sarebbero dannose per «cuore e arterie se contengono nicotina» evidenziano una imbarazzante e scarsa conoscenza sugli effetti e le dinamiche del tabagismo”.

“La sigaretta elettronica ha un grande interesse come strumento di riduzione del rischio e non come proposta «sana», cosa che nel contesto in cui è avvenuta la comunicazione appare fuorviante – conclude Beatrice -. È una via di uscita dal rischio mortale del tabagismo alla portata di ogni fumatore ed in particolare appare utilissima per i pazienti pneumologici e cardiologici. In definitiva questa proposta scientifica dimostra come sia ancora lunga ed in salita la comprensione del concetto di riduzione del rischio e quanto ancora ci sia da fare in termini scientifici e culturali non solo tra la popolazione ma anche nell’ambito della categoria sanitaria”.

 

(aggiornato il 15 settembre)

 

Foto: © janifest - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 12/09/2017