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Cuore, quarant’anni fa il primo intervento con il “palloncino” per l’infarto

Era il 16 settembre del 1977 quando un palloncino rivoluzionò la cardiologia. Quel giorno, a Zurigo, il medico tedesco Andreas Gruentzig eseguì il primo intervento di angioplastica coronarica. Sono passati 40 anni da quell’operazione pionieristica oggi diventata lo standard per il trattamento dell’infarto, con l’Italia tra i primi Paesi europei per numero di interventi.  

 

PCI è la sigla con cui si identifica l’angioplastica coronarica e sta per Percutaneous Coronary Intervention. Il suo scopo è quello di ripristinare il flusso di sangue al cuore liberando un’arteria ostruita. L’intervento salva-vita consiste nell’inserimento di un catetere con un “palloncino” che viene gonfiato e sgonfiato per dilatare l’arteria. Spesso l’intervento prevede anche l’inserimento di un piccolo tubicino a maglie, uno stent, con cui scongiurare il rischio che il vaso possa tornare a chiudersi.  

 

Da quel primo intervento, accolto anche da diverse critiche, in questi 40 anni è aumentato progressivamente il numero delle angioplastiche contribuendo a una sensibile riduzione della mortalità per infarto, anche in Italia: “Il primo intervento di angioplastica è stato eseguito in Italia nel 1981 e da quel momento l'incremento e la diffusione di questa tecnica sono stati costanti e progressivi”, ricorda Giuseppe Musumeci, direttore USC Cardiologia Ospedale Santa Croce e Carle Cuneo e presidente Gise-Società italiana di Cardiologia interventistica.  

 

“Grazie alla PCI – continua – dagli anni Ottanta in poi la mortalità per infarto si è ridotta del 20% e negli ultimi 10 anni il totale degli interventi eseguiti nel nostro Paese è triplicato, posizionando l'Italia al secondo posto in Europa per tasso di pazienti trattati.”  

 

Secondo il Registro dei dati di attività di Gise, nei centri di emodinamica italiani nel 2016 sono stati eseguiti ben 153.992 interventi di PCI, con un incremento del 5,1% rispetto all'anno precedente, di cui l'83,1% effettuati con accesso radiale. I dati sono stati presentati dalla società scientifica in occasione del Thinkheart 2017 in corso a Firenze.

 

 

Foto: © Sebastian Kaulitzki - Fotolia.com

di redazione
Pubblicato il 18/09/2017

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