Logo salute24

Piangere dopo un insuccesso? Fa bene

Lasciarsi sopraffare dalle emozioni dopo un insuccesso potrebbe essere più utile che reagire in modo razionale: aiuterebbe, infatti, a comportarsi in modo più efficiente la prossima volta che ci si trova ad affrontare un compito simile. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Behavioral Decision Making dai ricercatori statunitensi dell’Università del Kansas di Lawrence, dell’Ohio State University di Columbus e della Stanford Graduate School of Business di Stanford, secondo cui di fronte a un fallimento le risposte emotive sarebbero più efficaci di quelle cognitive nello spingere le persone a fare meglio la prossima volta.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno chiesto ad alcuni studenti universitari di eseguire una serie di test destinati al fallimento. Per esempio, durante il primo esperimento hanno invitato 98 partecipanti a cercare su internet un frullatore dotato di caratteristiche precise, che avesse il prezzo più basso in assoluto. Se ci fossero riusciti, i volontari avrebbero vinto un premio in denaro - pari a 50 dollari. In tutti i casi, tuttavia, un programma informatico comunicava ai soggetti che il prezzo più basso era inferiore di 3,27 dollari rispetto a quello che avevano trovato. Di conseguenza, nessuno è riuscito a vincere i soldi messi in palio.

 

Terminato il test, gli studiosi hanno invitato alcuni partecipanti a concentrarsi sulle proprie emozioni, mentre agli altri hanno chiesto di analizzare razionalmente il motivo per cui non erano riusciti a eseguire correttamente il compito. Infine, tutti i volontari sono stati incaricati di eseguire un compito simile al precedente. Durante lo svolgimento della prova, i ricercatori hanno rilevato che i soggetti che dopo il precedente fallimento si erano concentrati sulle loro risposte emotive, si sforzavano maggiormente di completare bene l’esercizio rispetto a quelli che si erano focalizzati sulle cause razionali dell’insuccesso.

 

“Penso che le persone saranno sorprese del fatto che in alcuni casi stare male a causa di un fallimento può migliorare le proprie prestazioni più di cercare le cause dell’insuccesso – spiega Noelle Nelson, che ha diretto lo studio -. A volte i pensieri che le persone tendono a farsi venire in mente per razionalizzare un fallimento potrebbero essere controproducenti”.

 

Secondo gli autori, i risultati dell’indagine suggeriscono che consentire a se stessi di stare male dopo aver sperimentato un fallimento potrebbe contribuire a orientare il processo decisionale in futuro, in modo da migliorare le proprie probabilità di successo. Almeno nei casi in cui il compito da affrontare è simile a quello in cui si è fallito in precedenza. 

 

“A volte dopo un fallimento si tende a sopprimere le emozioni e ad analizzare l’insuccesso in modo razionale, ma se la gente conoscesse i possibili effetti negativi di questo comportamento potrebbe ignorare questa tendenza naturale e concentrarsi sui sentimenti negativi – sottolinea la dottoressa Nelson -. Questo processo potrebbe favorire l'apprendimento e rendere il processo decisionale in futuro maggiormente positivo”.

 

Foto: © kmiragaya - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 25/09/2017