Logo salute24

Microbioma umano, scoperti milioni di nuovi geni

Identificati milioni di geni precedentemente sconosciuti, appartenenti alle comunità microbiche presenti nell’intestino, nella pelle, nella bocca e nella vagina. È quanto emerge dal più grande studio sulla microbiologia umana condotto finora, pubblicato sulla rivista Nature dai ricercatori statunitensi della University of Maryland School of Medicine di Baltimora, dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston e dell’Università della California di San Diego. Secondo gli autori, l’indagine fornisce una nuova visione dei cambiamenti del microbioma umano nel tempo e potrebbe consentire di comprendere meglio il modo in cui i microbi presenti nell’organismo influenzano la salute umana.

 

Lo studio, che ha analizzato il microbioma umano - ossia l'insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali dei microrganismi che vivono all'interno del corpo delle persone -, fa parte del progetto “National Institutes of Health Human Microbiome Project”, avviato nel 2008 per identificare e caratterizzare i microbi umani e per esplorare il rapporto tra i microrganismi e la salute umana. Inoltre, rappresenta la continuazione di una ricerca pubblicata su Nature nel 2012, condotta su 724 campioni di microbioma. Gli scienziati, in particolare, in quest’analisi ne hanno esaminato altri 1.631, arrivando a un totale di 2.355 campioni, prelevati da 265 persone.

 

I ricercatori hanno utilizzato strumenti capaci di esaminare la sequenza del Dna, per identificare quali organismi sono presenti nelle varie parti del corpo, per determinare se cambiano o rimangono relativamente stabili nel tempo e per esplorarne la funzione. Al termine dell’analisi, sono riusciti a individuare milioni di geni che in precedenza erano ignoti, appartenenti alle comunità microbiche presenti nell’intestino, nella pelle, nella bocca e nella vagina. Inoltre, hanno ottenuto informazioni sui membri non batterici del microbioma (virus e funghi) e sulle attività biochimiche che permettono ai microbi d’influenzare la salute umana.

 

“Questi nuovi dati estendono la nostra conoscenza delle impronte digitali create dai microrganismi che costituiscono il microbioma di ogni essere umano - afferma Owen White, che ha coordinato lo studio -. Questi organismi svolgono un ruolo cruciale in molti aspetti fondamentali della nostra salute. Più cose sappiamo su di loro e sul loro ruolo, più sono le probabilità che riusciremo a manipolarli per migliorare la nostra salute”.

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 27/09/2017