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Test del sangue "istantaneo" per diagnosticare attacco di cuore

Un test "istantaneo" del sangue potrebbe diagnosticare un attacco cardiaco in meno di 20 minuti. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Circulation da un team di ricercatori europeo, diretto dal britannico Tom E. Kaier del King's College di Londra, secondo cui il nuovo esame potrebbe essere a disposizione dei medici entro cinque anni.

 

I ricercatori spiegano che il tracciato cardiaco ottenuto con l’elettrocardiogramma (Ecg) - la riproduzione grafica dell'attività elettrica del cuore – è in grado d’individuare rapidamente gli attacchi cardiaci più gravi, ma non è specializzato nell’esclusione di quelli minori e più comuni, che possono rappresentare comunque un pericolo per la vita. Pertanto, per supportare la diagnosi d’infarto, i pazienti con sospetto dolore toracico e un Ecg chiaro attualmente vengono sottoposti a un test del sangue diretto a rilevare i livelli di troponina cardiaca - una proteina fondamentale per la contrazione muscolare, presente solo in livelli bassissimi nel flusso sanguigno, che in seguito a un danno all’organo cardiaco viene rilasciata nel circolo ematico. Tuttavia, questo esame dev’essere ripetuto a distanza di tre ore dal momento del ricovero, per poter valutare l’entità del danno al cuore.

 

Gli scienziati hanno osservato che, in seguito a un infarto, i livelli di cMyC (proteina C legante della miosina cardiaca) nel sangue aumentano più rapidamente e in misura maggiore rispetto a quelli della troponina. Hanno quindi ipotizzato che un test capace di rilevarne le concentrazioni nel sangue potrebbe escludere velocemente un attacco cardiaco in una percentuale più elevata di pazienti. Per verificarlo, hanno somministrato il test per la troponina e quello per la cMyC a 1954 individui che si erano presentati con i sintomi dell’infarto acuto del miocardio in alcuni ospedali svizzeri, italiani e spagnoli. Al termine della sperimentazione, è emerso che il nuovo esame per cMyC risultava più efficace nel fornire una diagnosi chiara delle condizioni dei pazienti entro le prime tre ore dal momento del ricovero. 

 

Gli esperti ritengono che il nuovo test potrebbe fornire ai medici informazioni affidabili già entro 15-30 minuti. Inoltre, potrebbe consentire al servizio sanitario di risparmiare moltissimo denaro e di permettere ai pazienti che non hanno bisogno di un ricovero - circa due terzi delle persone che vengono colpite da dolore toracico non vanno incontro a un attacco cardiaco – di tornare a casa, rendendo gli ospedali meno affollati e liberando posti letto per gli altri malati. “La nostra ricerca dimostra che il nuovo test ha il potenziale per rassicurare migliaia di pazienti con un singolo esame – afferma il dottor Kaier -, migliorando la loro esperienza e liberando preziosi posti letto ospedalieri nei dipartimenti e nei reparti di emergenza-urgenza di tutto il paese”.  

 

Foto: © Sebastian Kaulitzki - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 06/07/2018