Logo salute24

Malattie reumatiche, colpiti 5 milioni di italiani

Dolori articolari e muscolari, rigidità, stanchezza cronica sono una realtà per cinque milioni di italiani. È questo il numero di persone affette da malattie reumatiche secondo le stime della Sir, la Società Italiana di Reumatologia. E proprio il riconoscimento dei sintomi rappresenta il primo passo per diagnosticare e poi trattare il più tempestivamente ed efficacemente possibile la singola malattia. 

 

La società ha puntato nuovamente i fari su queste patologie in occasione della Giornata Mondiale delle malattie reumatiche che si è tenuta il 12 ottobre. In tutta Italia, nei giorni seguenti l'iniziativa, sono stati promossi convegni, incontri con il personale sanitario nelle piazze di diverse città e campagne di comunicazione per incrementare la conoscenza su queste patologie. Più informazione significa più prevenzione. Lo slogan della giornata mondiale, ovvero il World Arthritis Day, è “Don't Delay-Connect Today”, per sottolineare la necessità di non ritardare il momento della diagnosi delle malattie muscolo-scheletriche.  

 

Le patologie 

 

“Chi soffre di malattie reumatiche deve rivolgersi immediatamente ad uno specialista ma questo non sempre avviene. Per esempio nel caso della fibromialgia, nel 75% dei casi, non viene riconosciuta e in media la diagnosi arriva dopo cinque anni dall'insorgenza. È una sindrome muscolo-scheletrica spesso confusa con il semplice mal di schiena ma in realtà rappresenta un problema ben più serio e grave”, ricorda Mauro Galeazzi, il presidente nazionale della Sir. 

 

Sono 150 i disturbi reumatici che affliggono milioni di cittadini. I più noti sono sicuramente l'artrite e l'artrosi che sono anche fra le malattie infiammatorie più comuni: “Interessano il 16% della popolazione residente nel nostro Paese e rappresentano le due patologie croniche più diffuse dopo l'ipertensione. L'osteoporosi colpisce un italiano su tre con più di 75 anni”, aggiunge Galeazzi.  

 

In molti casi si tratta di malattie di genere. Le donne, infatti, hanno un rischio maggiore di essere colpite da alcune malattie reumatiche come l'artrite reumatoide, l'osteoporosi, il lupus mentre gli uomini sono più esposti al rischio di gotta, ad esempio. 

 

Le conseguenze 

 

Il grado di invalidità associato a queste patologie è diverso. Alcune sono molto invalidanti, come il lupus eritematoso sistemico e l'artrite reumatoide. In molti casi il dolore è cronico e costa ai pazienti diversi giorni di assenza da lavoro: “Per la persona affetta da malattie reumatiche una buona informazione è uno degli aspetti più importanti del successo terapeutico. Le malattie reumatiche hanno inoltre un grande impatto anche da un punto di vista economico e sociale. I costi indiretti (giornate di lavoro perse, invalidità) sono circa il doppio di quelli diretti”, ricorda Antonella Celano, presidente di Apmar, Associazione azionale Persone con Malattie reumatologiche e rare. 

 

Ma di informazione c'è bisogno soprattutto nella popolazione generale come dimostra un sondaggio realizzato da Osservatorio Apmar su 4.500 italiani fra i 20 e i 65 anni d'età. Per un italiano su tre, infatti, le malattie reumatiche sono causate da umidità e freddo; oltre la metà le associa a lombalgia e sciatalgia e il 34% pensa che colpiscano solo la terza età.

 

Foto: © decade3d - Fotolia.com

di Vito Miraglia
Pubblicato il 16/10/2017