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Melanoma, sopravvivenza in calo se l'intervento arriva dopo 30 giorni da biopsia

Più precoce è la diagnosi di melanoma, più precoce è il trattamento, maggiore saranno le chance di sopravvivenza. Se l'intervento chirurgico viene eseguito nei primi 30 giorni dalla biopsia allora ci sono maggiori probabilità di sopravvivere, soprattutto nei pazienti con melanoma allo stadio I. È quanto conclude uno studio pubblicato su Journal of the American Academy of Dermatology e realizzato dalla Cleveland Clinic.  

 

La ricerca è stata effettuata sui dati relativi a 153.218 pazienti con melanoma agli stadi I, II o III. Si è visto che – rispetto a chi veniva trattato entro 30 giorni dalla biopsia – i pazienti con melanoma allo stadio I avevano il 5% di probabilità in più di non sopravvivere se sottoposti a intervento fra il 30mo e il 59mo giorno dalla biopsia; il 16% in più fino a 89 giorni; il 29% in più fra i 91 e i 120 giorni; il 41% oltre i 120%. 

 

Oltre alla prevenzione primaria, con in particolare il controllo dell'esposizione ai raggi ultravioletti, è bene eseguire periodicamente l'ispezione cutanea alla ricerca dei possibili campanelli d'allarme di tumore cutaneo. I dermatologi dell'American Academy of Dermatology ricordano la regola ABCDE, un piccolo promemoria per l'esame dei nei:

 

Asimmetria (metà neo è diverso dall'altro?)

Bordi (sono irregolari, poco definiti?)

Colore (un neo presenta diverse sfumature, diversi colori?)

Diametro (è maggiore di 6 mm?)

Evoluzione (un neo è cambiato nella forma, nella misura o nel colore?)

 

Foto: © bertys30 - Fotolia.com

di redazione
Pubblicato il 19/10/2017