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Colesterolo “cattivo”, rivisti al ribasso i limiti per i soggetti ad alto rischio

Per i pazienti in terapia e ad alto rischio cardiovascolare il colesterolo “cattivo” può raggiungere anche livelli molto bassi senza conseguenze negative: “Contrariamente a quanto si credeva fino ad oggi il colesterolo LDL può essere portato a livelli veramente bassi, soprattutto per chi ha un rischio cardiovascolare elevato: scendere a valori sotto i 50mg/dl porta a benefici cardiovascolari ulteriori senza alcun effetto avverso identificabile”, spiega il professor Alberico Catapano, docente dell'Università di Milano. 

 

Di rischio cardiovascolare si è parlato al Congresso regionale lombardo della Società Italiana per lo Studio dell'Aterosclerosi (SISA) e al XI Congresso annuale della Società Italiana di Terapia clinica e sperimentale (SITeCS) presieduta dal professor Catapano.

 

Le soglie di colesterolo suggerite sono state riviste al ribasso: quello “cattivo” deve essere sempre inferiore ai 100 mg/dl o ai 70 mg/dl se si è ad alto rischio. Le altre indicazioni riguardano invece il colesterolo “buono” HDL, “un indicatore neutro, e aumentarlo non apporta reali benefici. I benefici fin qui identificati derivano da osservazioni epidemiologiche che non tengono conto di altre variabili, quali ad esempio l'alimentazione corretta”, ha spiegato il professor Catapano.

 

Foto: © CLIPAREA.com - Fotolia.com

 

di redazione
Pubblicato il 02/11/2017