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Il microbioma polmonare e il rapporto con l'asma

La gravità dell'asma e l’efficacia dei trattamenti contro questa patologia potrebbero essere influenzati dal microbioma polmonare. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Plos One dai ricercatori dell’University dell’Illinois di Chicago (Usa), coordinati da Patricia W. Finn, che afferma: “Il microbioma è l'ecosistema di batteri buoni e cattivi che vivono nel corpo. Dato che i polmoni aspirano continuamente e automaticamente aria e un certo numero di agenti presenti nell’ambiente, all’interno dell’organismo la composizione e l'equilibrio dei microbi che si trovano nei polmoni potrebbero determinare un effetto profondo su molti disturbi  respiratori”.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno analizzato il microbioma di 13 persone di età compresa tra 18 e 30 anni, che soffrivano di una forma lieve o moderata di asma. L’analisi ha permesso loro d’identificare due diversi fenotipi, chiamati AP1 e AP2, caratterizzati dalla prevalenza e dal dominio di batteri diversi all’interno dei polmoni. Nello specifico, il fenotipo AP1 era associato a un’asma meno grave, a una riduzione delle citochine rilasciate dai linfociti T helper e a un aumento dei batteri Enterococcus. Nei test diretti a rilevare la funzionalità polmonare, i soggetti che presentavano AP1 hanno mostrato funzioni normali. Il fenotipo AP2 era, invece, associato a un incremento delle citochine pro-infiammatorie, a una presenza maggiore dei batteri Streptococcus pneumoniae, a un’asma più grave e a una peggiore funzionalità polmonare nei test.

 

Successivamente, tutti i partecipanti hanno ricevuto un corticosteroide per inalazione - una terapia comune per l’asma. L’esperimento ha dimostrato che il trattamento ha ridotto le associazioni tra la composizione del microbioma e le citochine infiammatorie specifiche nei soggetti di entrambe le categorie. Questi risultati, secondo gli esperti, suggeriscono che il farmaco potrebbe funzionare attenuando le risposte dell’organismo ai microbi. 

 

“I dati suggeriscono che approfondire lo studio del microbioma potrebbe contribuire a sviluppare trattamenti personalizzati per i pazienti affetti da asma - spiega la dottoressa Finn -. Se riusciremo a capire meglio in che modo il microbioma polmonare del singolo individuo influenza l'asma e a individuare i probabili colpevoli microbici, potremo prevedere e controllare lo sviluppo dell'asma e la sua gravità riportando il microbioma a uno stadio precedente. Questo potrebbe essere ottenuto semplicemente attraverso la dieta, i probiotici o i farmaci”.

 

Foto: © perfectmatch - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 03/11/2017